L’antico chiostro dell’ospedale di Bozzolo, scatti dal passato per carcare se stessi

La fotografa Luisa Rongoni: “Ho dato voce a una scrigno di ricordi che abbraccia la sofferenza”. Esposizione a Palazzo Gonzaga


“Sono nata 60 anni fa in quell’ospedale, che ha visto venire alla luce tanti bozzolesi e non solo. Mio padre lavorava come portinaio proprio nel chiostro,12 ore al giorno. Portava nella gavetta di acciaio il pranzo e mamma nel termos gli metteva caffè e latte caldo per le fredde giornate invernali”. La fotografa Luisa Rongoni ricorda così l’antico chiostro dell’ospedale di Bozzolo, attraverso una mostra dal titolo ‘Cercare sé stessi’, un viaggio nella memoria personale e in quella collettiva.  L’esposizione, inaugurata il 19 settembre nella sala civica di Palazzo Gonzaga, sarà visitabile fino al 21 novembre.

“Mio padre – continua Luisa Rongoni – tornava in bicicletta, spesso la sera tardi, finito il turno e al mattino alle 4 si alzava per riprendere il suo lavoro. A quei tempi portava la divisa blu, con camicia, giacca, scarpe e cravatta in gradazioni diverse. Il suo lavoro…era come si portasse a casa un po’ di quell’ ospedale che adiacente alla portineria aveva l’ambulatorio del medico di base, la farmacia, il veterinario dell’Asl e l’ufficiale sanitario. Sotto i portici c’era il servizio guardaroba e stireria, lenzuola, camici, tovaglie. Li lavorava mia zia, anche lei come papà con tanta umiltà e sacrificio”.

Le foto esposte sono 27, scattate nel novembre del 2024. Un lavoro complesso durato sei mesi, fatto di lunghe attese della luce giusta, dell’angolatura migliore, dell’effetto naturale che può raccontare una storia e fare riecheggiare colonne, finestre, archi, porte, spazi oggi abbandonati e un tempo popolati di vissuti privati e comunitari.

“La malattia – spiega l’artista – ci rende fragili, ci cambia il pensiero, il corpo, i sogni, le priorità, plasma la quotidianità. Ci porta a mille domande sul perché la vita debba incontrare il dolore, la sofferenza, la morte, domande a cui non si riesce a rispondere. In quei momenti, anche in quei momenti, c’è bisogno di cercare chi siamo veramente”.

Nel corso degli anni anche la fotografa ha percorso la strada della malattia ed è stata ricoverata più volte nella struttura: “Ancora adesso, come allora, sento il bisogno di camminare e fermarmi sotto quegli archi per riflettere, per starmene in silenzio da sola, per capire chi io sia veramente. L’edificio mi ha sempre affascinato, sembra un quadro metafisico dove il tempo si è fermato. Dove il confine fra surreale e realtà è impercettibile, dove quelle grandi ombre disegnate da un porticato antico rispecchiano la parte inconscia di noi che non riusciamo a vedere”.

Luisa ha cercato di soffermarsi sul fascino di forme e colori di un edificio in cui gli archi predominano, quasi ad “abbracciare il malato e i suoi familiari: “Perché l’ospedale protegge, accoglie le fragilità, cura il malato come un bambino piccolo fra le braccia di una madre”.

L’artista è nata a Bozzolo, laurea in psicopedagogia, ha iniziato a coltivare la sua passione durante un laboratorio riabilitativo e nel 2010 ha frequentato la Bottega dell’immagine di Milano, dove si è formata sulla tecnica digitale e la composizione, sbilanciandosi sullo studio dei paesaggi. Già prima, però, aveva iniziato il suo apprendistato con fotografi ritrattisti e nella fotografia pubblicitaria si è occupata di steel life.

Al vernissage erano presenti, fra le autorità, l’assessore alla Cultura del Comune di Bozzolo Irma Pagliari e il sindaco Giuseppe Torchio, il direttore generale di Asst Mantova Anna Gerola, il direttore della Riabilitazione Specialistica del presidio di Bozzolo Francesco Ferraro.

La mostra è aperta il venerdì e il sabato dalle 9.30 alle 11.30 fino al 21 novembre; domenica 27 settembre dalle 10 alle 20, lunedì 28 e martedì 29 settembre dalle 16 alle 18. Ingresso libero, anche su prenotazione. Informazioni alla Biblioteca comunale di Bozzolo: 0376.233124, anche whatsapp, biblioteca@comune.bozzolo.mn.it.

Qui e in copertina una delle immagini del chiostro di Bozzolo
Un momento dell’inaugurazione della mostra
Luisa Rongoni
Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Archivi
Categorie
Iscriviti alla newsletter