Poggio Rusco, nel 1889 il nuovo ospedale eretto vicino alla casa di Isidoro Cappi, il sindaco benefattore

E nel 1913 il completamento di un nosocomio, vista l’insalubrità del precedente edificio. Dotato di 36 posti letto, veniva classificato come “ospedale chirurgico”

In questo e nei prossimi numeri della rubrica ‘Come eravamo’, racconteremo la storia della sanità del Destra Secchia, pubblicando testi tratti dal libro ‘Antichi ospedali nel Destra Secchia dell’Oltrepò mantovano’, di Raffaele Ghirardi (2018, Publipaolini editore), cultore di storia e responsabile delle Attività di cure sub acute dell’ospedale di Borgo Mantovano. Il passato ci aiuta a capire il presente e a costruire il futuro. Di seguito un’altra puntata della storia dell’ospedale di Poggio Rusco. Nell’ultimo articolo pubblicato, si legge che il sindaco di Poggio Rusco Isidoro Cappi al momento della sua morte, avvenuta il 19 novembre 1885, indicava il Municipio di Poggio Rusco erede dei suoi averi a condizione che fosse costruito “[…] un fabbricato a sue spese per uso ospedale per raccogliervi i poveri infermi […]”.

 

Il Comune di Poggio accettò l’eredità e l’impegno di costruire il nuovo ospedale e il 29 novembre 1889, quattro anni dopo, su progetto e direzione dei lavori dell’ingegnere Achille Zavanella, lo si inaugurò. Secondo la volontà di Isidoro Cappi fu edificato vicino alla sua abitazione e giustamente portava il nome del grande benefattore. Il nuovo nosocomio aveva una gestione autonoma rispetto alla Congregazione di Carità e al Ricovero di Mendicità con un consiglio di amministrazione che rimaneva in carica per tre anni.

Il 2 dicembre, sempre di quell’anno, la prima comunità delle Ancelle della Carità veniva ospitata presso l’ospedale, anche in questo caso esaudendo il volere del Cappi che tale auspicio aveva indicato nel suo testamento. Nel 1922 le Suore presteranno servizio anche nella casa di riposo Vittorio Emanuele II e due anni dopo presso la scuola materna San Giuseppe. La loro assistenza in ospedale continuerà fino al 1985.

Il 21 novembre del 1901 il Comune propose, in una delibera, di istituire presso l’ospedale Cappi il ruolo di chirurgo operatore e venne chiamato il poggese dottor Pasquale Zanardi, mentre nel maggio del 1904 il Dottor Arnaldo Fioretti venne nominato medico condotto, ruolo che manterrà fino al 1949; ricoprirà anche la funzione di Direttore dell’ospedale. Un particolare approfondimento meritano queste due figure di uomini e di medici. Zanardi nacque a Poggio Rusco il primo marzo del 1871 e si laureò in medicina e chirurgia a Bologna nel 1895. Padre garibaldino e madre di idee mazziniane, fin da giovane manifestò idee libertarie e socialiste.

Animato da soli principi etici improntati all’ascolto delle istanze dei più indigenti e disagiati, dopo un periodo di perfezionamento e l’esperienza anche professionale della Grande Guerra, consapevolmente scelse di esercitare la sua professione di chirurgo nei piccoli ospedali, cominciando da quello del suo paese. Così egli stesso motivava la sua scelta:” È dovere di tutti far sì che i valori etici si avvicinino al più presto a quelli che sono i bisogni della comunità; […] noi medici dobbiamo vivere nel popolo, che anche nel traviamento di oggi è pur sempre la forza più alta; e vivere nel popolo vuol dire lavorare, rinunciare, soffrire ed essere modesti, quanto più è grande il nostro compito; […] occorre che i giovani medici si avvezzino ad avere meno pretese e ad essere più semplici. Nei grandi Istituti si sono abituati al lusso e alla larghezza di mezzi e di aiuti e, portati fuori, si trovano impacciati; […] addolora e preoccupa la fatale tendenza a curare e a onorare, specie dai giovani, solo ciò che è appariscente, facile fruttifero”.

Si definiva un chirurgo di provincia che esercitava nei piccoli ospedali, oltre Poggio anche Ostiglia, Mirandola ed infine Mantova, e cercava di migliorarne la dotazione e la sicurezza. Così scriveva sulle condizioni in cui espletava la sua opera: “Soli tante volte nelle nostre camerette operatorie, alle prese con casi disperati che nessuno ci ha contrastato e che quindi son rimasti nostri per forza, non ci sgomentiamo, ma mettiamo in pratica tutto quel che sappiamo, e poi trepidiamo col nostro operato, e magari piangiamo quando nonostante tutto ce lo vediamo morire”. Altra figura significativa di medico che esercitò a Poggio, e non solo, fu Arnaldo Fioretti, nato a Carpineti di Reggio Emilia il 30 ottobre 1876. Si laureò a Bologna, allievo del più grande clinico di quel tempo, il Professor Augusto Murri.

Trasferitosi a Poggio Rusco nel 1903, fu nominato medico condotto e fu direttore anche dell’ospedale. Il Belluzzi lo descrive come un entusiasta, pronto ad affrontare ogni difficoltà pur di arrivare dove c’era bisogno, specie nelle case coloniche più lontane, magari in mezzo alla palude. In una lettera a Giovanni Pascoli rivendicava il ruolo e la dignità del medico condotto nella lotta contro la malattia e la miseria, sovente in conflitto con una classe dirigente amministrativa che ne sviliva la condizione sociale ed economica. Una vita dedicata alla professione e che terminò il 26 agosto 1949 in sostanziale povertà ma nell’indelebile ricordo di chi lo conobbe. Nel luglio del 1906 la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde elargiva un finanziamento per ampliare l’ospedale ma gli amministratori, date le già deteriorate condizioni di salubrità dell’ambiente ed anche per l’inadeguatezza in relazione all’aumentata richiesta della popolazione, optavano per la costruzione di un nuovo edificio su progetto dell’ingegner Giulio Marcovigi, di Bologna.

L’ospedale, con ingresso posto in via Cappi, venne completato nel 1913 e il vecchio edificio fu acquistato dal Comune e riadattato come Ricovero di Mendicità. Sempre il Comune di Poggio Rusco, su istanza del Consorzio Provinciale Antitubercolare di Mantova, con una deliberazione del 5 giugno 1938, definiva un’area, nei pressi del vecchio ospedale Cappi, ove erigere il Dispensario antitubercolare. In un’indagine dell’Istat del 1932 relativa a tutti gli istituti ospedalieri del Regno, il “Cappi” di Poggio Rusco, dotato di 36 posti letto, veniva classificato come “ospedale chirurgico”.

di Raffaele Ghirardi, responsabile Attività Cure Subacute ospedale Borgo Mantovano

Nella foto il nuovo ospedale civile Isidoro Cappi.



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