Laboratorio alle Rems: quel luccichio delle parole poetiche che risveglia lo sguardo e l’anima

Per i pazienti due anni di incontri stimolano emozioni e creatività. Pubblicato anche un quaderno che raccoglie i loro componimenti

“Posso leggere i versi che ho appena scritto”? Nella stanza delle parole che curano c’è la smania di fare uscire l’anima da quel cantuccio in cui certi giorni è rintanata. Lasciata magari sulla sedia insieme ai vestiti tolti la sera, prima di coricarsi nella lunga notte. Che tante volte, sì, è anche dentro. Non solo là fuori, ad ammutolire le colline piegate verso il Benaco silente.

Le parole che curano la fanno sussultare, l’anima, gonfiare e ritirare con i flutti del lago. “Brava, ancora”, esclamano gli altri pazienti in coro. Lei lasciando ogni pudore al vento, che in quel preciso istante il soffitto delle Rems di Castiglione delle Stiviere si è scoperchiato.

L’autrice novella abbassa gli occhi. Che sono bagnati, perché hanno bevuto tutto d’un sorso i complimenti rumorosi e scomposti dei compagni del laboratorio di poesia fiorito da due anni nella struttura di Castiglione delle Stiviere.

È stato proprio il gruppo entusiasta dei partecipanti a chiedere di ripetere l’esperienza iniziata fra il 2024 e il 2025, quanto l’associazione ‘La Corte dei poeti’, nell’ambito del ‘Mantova Poesia-Festival Internazionale Virgilio’, ha proposto il percorso. Dopo una rassegna analoga già consolidata nel carcere di Mantova, l’attenzione del sodalizio culturale particolarmente sensibile alla condizione di chi vive in luoghi e situazioni di isolamento si è rivolta anche alle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Asst. Il premio di poesia collegato al festival, ‘Terra di Virgilio’, ha una sezione dedicata proprio agli ospiti di realtà protette, fra le quali le Rems.

“Laddove la libertà sembra limitata – spiega Carla Villagrossi, referente dell’iniziativa castiglionese per ‘La Corte dei poeti’ – nasce l’esigenza di spingersi oltre. La parola diventa strumento di trasformazione, in grado di mutare un ambiente chiuso in un orizzonte mentale e immaginativo. Una porta che si apre, e che invita a varcare soglie nuove”.

Così, fra novembre 2025 e giugno 2026, i ragazzi della struttura hanno potuto partecipare a sei incontri, tenuti dai membri dell’associazione in presenza di personale sanitario, dando sfogo a creatività ed emozioni attorno ad alcuni temi lanciati a mo’ di punti di partenza per lunghe esplorazioni liriche: la porta, il viaggio, il cielo, il tempo, la natura. Nel mese di agosto, nella collana editoriale ‘Corte dei poeti’ è stata quindi pubblicata un quaderno dal titolo ‘Momenti di poesia’, contenente i componimenti di quattordici pazienti, mescolati a quelli di tre autori mantovani che hanno guidato alcuni dei workshop: Stefano Iori (direttore artistico del festival), Rita Pippa e Ombretta Costanzo.

Scrive Greta: “Non essere la malata acqua quasi immota,/ sii come la sorgente che sfocia, /libera e pulita, quasi a dimostrar / che c’è sempre via d’uscita./Avere nell’anima la salute, ma pure la gioia/ Che non diventi come foglie secche lasciate al suolo,/ ma che prendano sì quei primi colori, / per poter vedere altresì i nostri mondi interiori”.

Elaver, invece, invoca la luna: “La poesia ci trova/ quando meno ce l’aspettiamo/ come la morte in questa guerra/ da cui voglio scappare / Come questa luna illuminata dal sole / Io cerco il tuo sguardo / Poco prima di chiudere gli occhi”.

E di chi è la luna, se non di chi ha il coraggio di inseguirla? Di chi la interroga, al pari del leopardiano pastore errante dell’Asia, nel canto notturno: “Che fai tu luna in ciel? / Dimmi, che fai, Silenziosa luna?”. La luna scrigno di tesori, che nell’Orlando Furioso di Ariosto raccoglie tutte le umane cose perdute o sprecate sulla Terra. Regni, ricchezze, tempo: “Ci ciò che si perde o qui si spia,/ o per altro peccato o per fortuna, / ciò che si perde giù, là sù si congrega’.

Con la luna si rincorrono poi quelle nuvole, che fanno tornare l’infanzia e la speranza nello sguardo. Ne è convinto Gianluca: “Nuvole all’altezza delle tempie/A dire questo non si mente / Un lago a forma di pozzanghera / Passato in un passo / E non mi sono bagnato / Quel che vedo è un luccichìo / Potrebbe essere Dio / Importante nel credo mio”. Etleva gli fa eco: “In meglio sempre credo nelle piccole cose che vedo”*.

 di Elena Miglioli

* Le poesie citate sono pubblicate nel quaderno edito da ‘La Corte dei poeti’ (agosto 2026). In homepagine la copertina del quaderno.

 

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