‘L’arte di prendersi cura di sé’: rassegna cinematografica e museo. Si punta al confronto tra generazioni

Il nuovo anno parte al Mignon e a Palazzo Te per il progetto contro l’isolamento degli ultra 65enni, nell’ambito del quale si conduce una ricerca clinica

Il 2026 si apre con una visita a Palazzo Te e una rassegna cinematografica per il progetto ‘L’arte di prendersi cura di sé’. A Palazzo Te appuntamento il 30 gennaio, alle 10 (durata ore10-12), per una visita guidata alla mostra di Isaac Julien sul tema delle Metamorfosi. L’iniziativa è rivolta agli ultra 65enni, popolazione target del progetto, che punta a contrastare l’isolamento di queste persone.

La rassegna cinematografica si svolgerà al cinema Mignon di Mantova. Le proiezioni sono aperte invece a tutta la cittadinanza, per favorire un confronto fra generazioni.

Per entrambi gli eventi, accesso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito di Asst Mantova, sezione eventi. Per informazioni si può contattare il numero 3454044579 tutti i martedì e giovedì dalle 14 alle 18.

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

Giovedì 5 febbraio 2026 | ore 21.00

LA VITA VA COSI’

di Riccardo Milani. Con Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio.

Italia 2025. 118′

Alla soglia del nuovo millennio, su una costa incontaminata del sud Sardegna, Efisio Mulas, pastore solitario e custode di un tempo che sembra non esistere più, difende con ostinazione la sua terra dai progetti di un potente imprenditore deciso a trasformarla in un resort di lusso.

Giovedì 12 febbraio | ore 16.00

IL SENTIERO AZZURRO

di Gabriel Mascaro. Con Denise Weinberg, Rodrigo Santoro, Miriam Socarras.

Brasile 2025. 85′

In un Brasile del futuro gli anziani sono estromessi della società, espulsi dal lavoro e privati della loro autonomia. Non così per Tereza che non accetta di perdere la sua indipendenza. La sua fuga diventa viaggio verso la libertà tra le splendide foreste e i fiumi dell’Amazzonia.

Giovedì 19 febbraio | ore 16.00

L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA

di Carine Tardieu. Con Valeria Bruni Tedeschi, Pio Marmaï, Vimala Pons.

Francia 2024. 106′

Sandra, cinquantenne indipendente e single per scelta, si vede costretta a condividere l’intimità del suo vicino di casa e dei suoi due bambini. Contro ogni aspettativa, inizierà pian piano ad affezionarsi e diventerà la figura femminile di riferimento di questa nuova famiglia adottiva.

I PARTNER DEL PROGETTO

Nel 2025 è stato rinnovato con 21 partner il protocollo d’intesa per il proseguimento di ‘L’arte di prendersi cura di sé’, il progetto che da due anni promuove iniziative culturali per combattere l’isolamento degli ultra 65enni.

Si è quindi rinsaldato il ‘patto’ per la diffusione di un’idea di cura che passa anche dalle arti, con il loro potere terapeutico, studiato anche dal punto di vista clinico, visto che nel 2025 nell’ambito del progetto è stata avviata anche un’attività di ricerca.

Il progetto punta inoltre a un approccio transgenerazionale, coinvolgendo giovani volontari che possano entrare in contatto con la popolazione target.

Ecco i partner coinvolti nel progetto: Comune di Mantova, Comune di Borgo Virgilio, Comune di Curtatone, Comune di Porto Mantovano, Comune di San Giorgio Bigarello, Conservatorio Lucio Campiani di Mantova, Palazzo Ducale di Mantova, Museo diocesano Francesco Gonzaga, Fondazione d’Arco, Fondazione di Palazzo Te, Fondazione Umberto Artioli Mantova Capitale Europea dello spettacolo, Accademia teatrale Francesco Campogalliani, Orchestra da Camera di Mantova, Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani APS, CSV Lombardia Sud ETS, Università della Terza Età – Centro Studi per il Benessere dell’Anziano APS, C.A.O. Circolo Aziendale Ospedalieri di Mantova APS, Cinema Mignon, ARS Creazione e Spettacolo, Consorzio Sol.Co. Mantova, Arteverso APS.

 

IL PROGETTO L’ARTE DI PRENDERSI CURA DI SÉ

La pandemia da Covid-19 ha rappresentato una sfida senza precedenti per la società globale, con impatti significativi sulla salute fisica e mentale di tutti. Le persone anziane sono state particolarmente vulnerabili, sia per la maggiore suscettibilità al virus, sia per le conseguenze delle misure di distanziamento sociale.

La riduzione drastica dei contatti sociali, la sospensione delle attività di gruppo e la chiusura dei luoghi della cultura e della bellezza hanno privato gli anziani di importanti fonti di stimolazione, supporto e benessere.

L’isolamento prolungato ha portato diminuzione delle interazioni sociali, deflessione dell’umore, ansia e preoccupazione. Gli obiettivi del progetto: contrastare isolamento sociale, ridestare l’abitudine alla frequentazione di luoghi che promuovono arte e cultura, onoscere i servizi delle Case di Comunità, fare dell’arte uno strumento di empowerment collettivo, creare reti che coinvolgano attivamente la comunità in un’ottica transgenerazionale.


LO STUDIO CLINICO

Lo studio prevede la somministrazione di un questionario per la raccolta di informazioni socio-demografiche relative ai partecipanti (genere, livello di istruzione, modalità di conoscenza del progetto), la somministrazione di un test pre e post attività laboratoriali – questionario psicologico autovalutativo che misura il benessere psicologico percepito dell’individuo, ovvero il livello soggettivo di salute mentale e qualità della vita – e un questionario di soddisfazione. Fino ad ora, nel monitoraggio, sono state coinvolte 59 persone.

I dati, ad oggi, mostrano una sostanziale stabilità dei livelli di ansia e depressione e un miglioramento nelle aree del benessere, dell’autocontrollo e della vitalità. Questo indica una tendenza positiva: partecipare ai laboratori sembra favorire un maggiore equilibrio emotivo e una percezione più energica di sé.

 

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