Il giardino della cura: “L’infermiere è anche il cuore che ascolta”

Il racconto di un’infermiera: “Vidi il paziente sorridere per la prima volta e mi fu ancora più chiaro che oltre alle competenze tecniche la nostra professione è anche dialogo e appartenenza”

“Il volto del paziente è spesso il primo specchio della nostra umanità”. Le parole di Luigina Mortari risuonano nella mia mente mentre ripenso a un incontro semplice, di vita reale che sa di buono e che ricordo con profonda gioia.  Era una mattina tranquilla, quando da infermiera neofita mi sono trovata ad assistere un paziente anziano, che inizialmente appariva reticente e poco comunicativo.

Mi avvicinai con calma, cercando di stabilire una connessione non solo con le sue condizioni fisiche, ma con la sua Persona. Dopo qualche minuto di silenzio, gli chiesi come stesse e, con sorpresa, rispose, iniziando come un fiume in piena a raccontarmi della sua passione per il giardinaggio. Iniziò a parlarmi di ortaggi, di come coltivarli e delle sue tecniche, con un entusiasmo che non avevo mai visto ma che le sue mani, i suoi gesti raccontavano perfettamente a tal punto che…mi sembra di averli vissuti.

Mi sentii coinvolta e, il giorno dopo, gli portai delle foto di come avevo provato a mettere in pratica nel mio piccolo i suoi suggerimenti. Lo vidi sorridere per la prima volta e, in quel momento mi fu ancor più chiaro quanto la nostra professione non è solo abilità e competenze tecniche, ma anche e soprattutto legame, dialogo, appartenenza, protezione, dimensioni che promuovono la guarigione non solo del corpo, ma anche dell’anima. Ogni giorno, nonostante le criticità, siamo fortunati perché lavoriamo in un contesto unico, irripetibile, fatto di vite, di racconti, di situazioni che ci arricchiscono continuamente.

Il contatto con la complessità delle persone è sempre un’esperienza autentica che ci sfida e ci nutre, facendoci crescere sia professionalmente che umanamente. “L’infermiere è anche il cuore che ascolta”, e talvolta è proprio nell’ascolto e nella condivisione di esperienze quotidiane, come quella raccontata, che si trova il vero significato della cura.

Gemma Papa
Infermiera Centro Universitario Aziendale

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