Surrealism, in mostra le atmosfere oniriche di Alessandro Monfrini: “Ho iniziato con le bombolette spray insieme ad alcuni amici”

Nello spazio Hallart nuova esposizione. L’artista si racconta: “Voglio provare a trasformare la fantasia in qualcosa di concreto, cercando di dare un’anima alle opere”

Il 19 febbraio è stata inaugurata nello spazio Hallart una nuova mostra. L’artista protagonista dell’esposizione, dal titolo ‘Surrealism’, è Alessandro Monfrini. Il giovane nasce a Mantova nel 1980. Usando le bombolette spray, dalla metà degli anni ‘90, passa dai muri outdoor alle tele indoor, spaziando dalle scritte fino alle opere iperreaIiste; nel 2011 frequenta un’atélier di pittura, ed espone in vari locali e ristoranti ed esegue lavori su commissione. L’esposizione prevede una selezione di opere surrealiste eseguite con bombolette spray, oli e acrilici. Le opere richiamano atmosfere oniriche, con personaggi e paesaggi immersi in una dimensione metafisica e astratta.

Come è nata la tua avventura artistica? Quando hai iniziato a dipingere?
La mia avventura artistica nasce negli anni ’90. Ho iniziato a dipingere con le bombolette spray insieme ad alcuni miei amici all’aperto, in giro, principalmente su muri. Per formarmi ho frequentato un piccolo atelier, ma sono sostanzialmente un auto didatta. Ho molti maestri della pittura a cui mi rifaccio, seguo anche i lavori di artisti contemporanei che utilizzano le bombolette.

Cosa ti ispira di più? Persone, paesaggi, oggetti?
Ciò che mi ispira di più sono i graffiti, Perché hanno stile. Amo la pittura in generale; qualsiasi tipo di pittura, di soggetto.

Come arriva l’ispirazione e quando, durante la giornata, preferisci dedicarti all’arte?
L’ ispirazione arriva, a volte, partendo da un soggetto, che poi sviluppo tramite ricerche. Si, durante la giornata preferisco dedicarmi all’arte. Dipingo e faccio musica.Per quanto riguarda la pittura l’ispirazione arriva anche di notte, per quello che riguarda la musica direi di giorno.

Ti dedichi a qualche strumento? Che legame riscontri fra pittura e musica?
No, non suono alcuno strumento, ogni tanto uso i giradischi. Compongo musica rap, scrivo, creo le basi…Per me il legame che c’è fra pittura e musica è molto sottile, entrambe sono forme d’arte.

Parlaci della mostra allestita nello spazio Hallart: cosa significa per te, qual è il messaggio principale che vuoi diffondere?
Per quanto riguarda la mostra allestita nello spazio HALLART sono molto contento di esporre in questo luogo, per i significati che incarna: l’arte può dare sollievo alla sofferenza, è una forma di cura. Si tratta di opere eseguite a spray e non solo, a cavallo tra il 2010 e il 2024. Il messaggio principale che vorrei diffondere è quello di provare a trasformare la fantasia in qualcosa di concreto, cercando di dare un’anima al quadro in un momento felice.

Qual è la tecnica che prediligi?
La tecnica che prediligo è lo spray, tecnica usata per i graffiti.

Qual è il tuo colore preferito e perché, se c’è un motivo?
Il mio colore preferito, uno su tutti, è il rosso.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Archivi
Categorie
Iscriviti alla newsletter