Sermide, lo Spedale di Sant’Antonio Abate di Sermide, posto sulla Strada dell’Ospitale, si fa risalire al 1642

Le entrate, per ciascun anno dal 1642 al 1647, erano di 118 scudi e derivavano da affitti, livelli, dal Comune, per 24 scudi, e dalle elemosine del venerdì santo

In questo e nei prossimi numeri della rubrica ‘Come eravamo’, racconteremo la storia della sanità del Destra Secchia, pubblicando testi tratti dal libro ‘Antichi ospedali nel Destra Secchia dell’Oltrepò mantovano’, di Raffaele Ghirardi (2018, Publipaolini editore), cultore di storia e responsabile delle Attività di cure sub acute dell’ospedale di Borgo Mantovano. Il passato ci aiuta a capire il presente e a costruire il futuro. Di seguito la prima puntata della storia dell’ospedale di Sermide.

Il 7 ottobre 1593 l’ospedale fu visitato dal vescovo mantovano fra Francesco Gonzaga che dispose affinché il rettore, Don Antonio Bruschi, investisse in idonea proprietà il lascito di cinquanta scudi d’oro da parte di Imperio Freddi e che la rendita fosse a disposizione per le esigenze dell’ istituto. Non vi è indicazione sulla precisa ubicazione dell’edificio ma con ogni probabilità era già situato nella zona definita Bassanello, così chiamata data la localizzazione bassa rispetto all’argine che la separava dal Po.

In zona Bassanello era situato, fin dai primi anni del ‘500, il complesso monastico dei Padri Serviti di Maria, provenienti da Quistello e legati al monastero di Santa Barnaba di Mantova. Essi prestavano la loro opera di carità agli indigenti e, data la vicinanza della loro sede con quella dell’antico ospedale, non si può escludere che abbiano agito anche in questo ambito. In occasione di una successiva visita pastorale, il 24 agosto 1642, il vescovo Vincenzo Agnelli-Suardi, venne nominato commissario dell’ospedale don Sebastiano Buvolini. Da un suo memoriale, citato dal Lucerni, emerge che le entrate, per ciascun anno dal 1642 al 1647, erano di 118 scudi e derivavano da affitti, livelli, dal Comune, per 24 scudi, e dalle elemosine del venerdì santo.

Si conferma dunque, anche con l’ulteriore visita pastorale del 1678 di Giovanni Lucido Cattaneo, la gestione ecclesiastica dell’antico ospedale Sant’Antonio Abate di Sermide, tramite il sacerdote della parrocchia in collaborazione forse con i Padri Serviti del vicino convento o persone di fiducia del vescovo. In un documento risalente ai primi del ‘700 lo Spedale di S. Antonio Abate di Sermide, posto sulla Strada dell’Ospitale (l’attuale via 24 aprile 1945), si fa risalire al 1642 o forse prima; viene descritto in questi termini: “Contiene una camera grande a’ terreno, con quattro letti finiti, e due camerini, il primo per gli uomini, e questi uno per le donne, e l’altro pel custode con altri picoli luoghi per servizio dello Spedale. Alloggia pellegrini, e poveri, che vi hanno il solo coperto, ed il commodo di farsi da mangiare del proprio.

Nell’anno predetto 1642 l’entrata era di £ 200 all’anno che poi s’accrebbe sino alle £ 576. Per frutti scorsi, e non pagati è stata ceduta a questo luogo pio una proprietà che, livellata, accrescerà il soddetto reddito, che resta impiegato in risarcimenti di fabbriche, e provisioni necessarie allo stesso luogo, e vien governato sotto la direzione del Vescovo”. Nella sua rendicontazione Pietro Moscati così descrive l’ospedale di Sermide: “Io chiamo col titolo di Spedale di Sermide una Pia Fondazione che una volta servì all’oggetto di ricevere ammalati, siccome mi è stato riferito da chi ve li ha veduti. Più anticamente era uno Spedale de’ Pellegrini ed in oggi non ha più alloggio per alcuna persona ed il prodotto, amministrato dal parroco e da uno della Comunità, s’impiega o in somministrare medicinali ai poveri gratuitamente o in doti alle figlie nubili, o in altre opere credute pie, delle quali la definizione appartiene al parroco. È stato detto aver questa Pia Fondazione più di cento doppie mantovane di annua rendita e sarebbe anch’essa pel pubblico vantaggio necessariamente riducibile o al regolare costante istituto d’Ospitale o all’aggregazione con altri Spedali o almeno ad obblighi determinati superiormente per legge, a norma dei bisogni del paese, togliendone il pericoloso arbitrio agli amministratori”.

Di Raffaele Ghirardi, già responsabile Attività Cure Subacute ospedale Borgo Mantovano


Nella foto in homepage, Vecchio ospedale di Sermide in via Pii Luoghi. Cortesia di Luigi Lui

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