Dall’ufficio del Carlo Poma all’atelier, passando per Germania ed Egitto: “Le mie opere parlano di mare, alberi e fiori”

Così Alessandra Mari, una vita avventurosa in giro per il mondo, ha scoperto un talento artistico. Le sue creazioni in mostra: “Dopo il lavoro sento l’urgenza di dedicarmi all’arte”

L’ispirazione è venuta a lungo dal mare. E anche il materiale per creare quelle opere d’arte che sembrano formarsi al ritmo delle maree, dei venti. Sul dorso mobile delle dune. Sabbia, foglie, alghe, rami, conchiglie, petali. Lo cercava camminando lungo la spiaggia egiziana dove ha vissuto per dieci anni, a partire dal 2010, via via in modo più stabile. Avvistandolo magari prima, dalla casa da romanzo tutta vetrate affacciata proprio lì. A ridosso delle onde. Poco lontano una rimessa di barche da cui ricavare tavole di legno per farci fiorire sopra una creatività lussureggiante, come la vegetazione di quell’angolo di Paradiso terrestre. Oggetti d’arredo, quadri con pezzi di riciclo in rilievo, forme, colori accesi, spuma, spruzzi.

“Una creazione che mi sta a cuore è il lampadario realizzato intrecciando tappi di bottiglia e rami secchi di arbusto – racconta con nostalgia – ho portato in Italia al mio rientro un pesce fatto di conchiglie e semi di mango levigati dalla sabbia, che mi ricorda un periodo davvero magico. Ho avuto il privilegio di trovarmi in un’isola felice durante la pandemia, lontana da possibili contagi, a tu per tu con l’acqua, i pesci, il sole. A diciassette chilometri da Safaga. Un sogno a occhi aperti. Non ci sono più tornata, perché vorrei che ogni cosa rimasse intatta nella memoria, esattamente così com’era”.

Alessandra Mari, 59enne di Curtatone dipendente di Asst, era partita da Mantova nel 2004 per arrivare al Mar Rosso, passando attraverso la Germania. Un’abitazione di fronte all’acqua là e un’altra nel cuore della Foresta Nera qui. Vita avventurosa, fatta di viaggi e scoperte di talenti. Così quello dell’arte, venuto a galla dopo un corso frequentato durante gli anni tedeschi e via via maturato, complice la natura in cui Alessandra ha voluto da sempre immergersi. Lei che dopo la laurea in Scienze Motorie e un lavoro da insegnante di educazione fisica prima a Mantova e poi in Germania – ad Hann Münden, fra il 20024 e il 2019 – ha anche conseguito il patentino di istruttrice per le immersioni: “Quest’ultima l’attività che ho svolto in Egitto, dove ho vissuto fra il 2010 e il 2020, accompagnando i gruppi alla scoperta di alcuni dei fondali più belli del mondo”.

Dopo il Covid il ritorno a Mantova nel 2023 e l’inizio del percorso professionale al Carlo Poma, struttura Gestione Acquisti, ufficio ordini. Fra i padiglioni del vecchio ospedale, mentre svolge le mansioni quotidiani, le fanno da coro almeno le numerose piante del parco, con il loro amato richiamo ancestrale: “Al termine della giornata lavorativa, non vedo l’ora di rincasare, per ritrovarmi nell’atelier che ho costruito e dedicarmi al lavoro di turno, che chiede con insistenza di essere iniziato o terminato. Qualcosa mi chiama in modo insistente e io rispondo”.

Alle marine, si alternano soggetti del mondo vegetale. In particolare, gli alberi variopinti esposti lo scorso mese di marzo nel negozio Bonini fiori di Mantova, un inno ai polmoni verdi tanto desiderati nelle nostre città, la prima delle sue mostre, che potrebbe inaugurarne una serie: “Utilizzo svariati materiali. Per creare una tela dal titolo ‘Campi di lavanda’ ho reimpiegato le bende con cui ero stata fasciata a seguito di un intervento chirurgico. Così ho trasformato anche un vissuto doloroso”.

Tutto ciò che si tocca può diventare arte. Alessandra cerca, cerca: non si ferma mai. Già il suo passato prediceva una sorte da giramondo, un futuro non comune: a 13 anni aveva vissuto con la famiglia a Buenos Aires per un anno, visitando la Terra del Fuoco e altri luoghi d’incanto. E chissà che la prossima stagione della vita non la porti verso lidi ed esperienze artistiche nuovi.

di Elena Miglioli

 

Nella foto al centro dell’articolo Alessandra Mari, qui sotto alcune opere esposte da Bonini fiori e l’opera ‘Oceano’, ultima della galleria.

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