‘L’arte di prendersi cura di sé’: “Ci arricchiamo, ci emozioniamo, conosciamo le bellezze di Mantova e possiamo trovare nuovi amici”

Il progetto di Asst che contrasta l’isolamento degli ultra 65enni tramite eventi culturali secondo i partecipanti: “Bella l’idea che venga misurato l’impatto sul nostro benessere”

Ho il desiderio di arricchirmi, socializzare, vivere tutto il bello che ancora la mia età consente e questa iniziative mi permettono di farlo con l’entusiasmo di 20 anni fa”. Angela Conti, 84 anni, è una delle fedelissime del progetto ‘L’arte di prendersi cura di sé’, promosso da Asst Mantova per contrastare l’isolamento sociale degli ultra 65enni. Fedelissima, perché l’anno scorso non ha perso un appuntamento della rassegna ed è pronta a seguire anche quelli in calendario per il 2026. Fedelissima, perché “questo percorso sta aiutando me e i miei coetanei a scoprire le meraviglie di Mantova e il valore di stare insieme, guidati da persone che ci fanno entrare in profondità nelle cose”.

Angela, di origini piacentine, vive a Porto Mantovano con la famiglia dal 1977 e ha una vita attivissima. Ha scoperto del progetto all’Università della terza età, che frequenta abitualmente insieme al “Centro aperto di Cittadella, al centro per anziani di Bancole, all’associazione la Quercia come volontaria”. Non è mai ferma: “Questi appuntamenti mi hanno permesso di creare varie cerchie di amicizie. Uno degli aspetti più interessanti della proposta di Asst è proprio l’opportunità di conoscere altre persone, parlare, confrontarsi. Sebbene io mi muova anche da sola, finché le gambe reggono. Vado al cinema in autonomia quando gli amici non sono disponibili, ad esempio”.

Angela ha partecipato ai laboratori di Palazzo Ducale, alla visita guidata all’installazione filmica di Palazzo Te, all’immersione nella natura di villa Carpaneda, all’esperienza teatrale realizzata con l’Accademia Campogalliani, sperimentando mille “emozioni”, oltre che un sentimento di “gratitudine verso chi organizza queste iniziative”.

Ho scoperto molto di Mantova – aggiunge ancora la donna – quando io e mio marito abbiamo chiuso la nostra attività commerciale, nel 2011. Da allora mi è rimasto tempo libero per approfondire la conoscenza di questa città che mi sembra straordinaria”.

Anche Mario Tranquilli, 69enne di San Giorgio, ha avuto il piacere di vivere workshop e visite guidate, facendo per altro da cassa di risonanza, da promoter: “Ho coinvolto da subito mio fratello e alcune amiche, promuovendo l’iniziativa, dopo esserne venuto a conoscenza tramite mia figlia, che vive tra l’altro a Bologna. La notizia era arrivata anche là”.

Mario frequentava già ambienti culturali, ma è rimasto sicuramente colpito dal taglio particolare di ‘L’arte di prendersi cura di sé: “Mi piaceva l’idea che fosse stato messo in campo uno studio per verificare l’impatto di queste attività sul nostro benessere. Ho apprezzato molto il laboratorio fotografico realizzato a Palazzo Ducale. Quelle fotografie ci hanno stimolato parecchio. Abbiamo ripescato nella memoria i ricordi di questo o quel quartiere cittadino. Apprezzo davvero anche lo scambio di opinioni, di riflessioni che può seguire a un’esperienza, vorrei che questo spazio di condivisione fosse approfondito”.

Il mantovano, ex funzionario di banca, ama pure lo sport ed è partito per la sua prossima avventura come autista alle Olimpiadi, val di Fiemme, dove accompagna atleti, tecnici, giornalisti. L’entusiasmo non gli manca.

IL PROGETTO L’ARTE DI PRENDERSI CURA DI SÉ

Il progetto di Asst Mantova è stato rinnovato per il terzo anno consecutivo con la collaborazione di 21 partner, istituzioni e associazioni del terzo settore pronte a sposare i suoi nobili obiettivi. È stata inoltre avviata un’attività di ricerca e viene perseguito un approccio transgenerazionale, grazie a giovani volontari che possano entrare in contatto con la popolazione target.

La pandemia da Covid-19 ha rappresentato una sfida senza precedenti per la società globale, con impatti significativi sulla salute fisica e mentale di tutti. Gli anziani sono state particolarmente vulnerabili, sia per la maggiore suscettibilità al virus, sia per le conseguenze delle misure di distanziamento sociale.

La riduzione drastica dei contatti sociali, la sospensione delle attività di gruppo e la chiusura dei luoghi della cultura e della bellezza hanno privato gli anziani di importanti fonti di stimolazione, supporto e benessere.

L’isolamento prolungato ha portato diminuzione delle interazioni sociali, deflessione dell’umore, ansia e preoccupazione. Gli obiettivi del progetto: contrastare isolamento sociale, ridestare l’abitudine alla frequentazione di luoghi che promuovono arte e cultura, onoscere i servizi delle Case di Comunità, fare dell’arte uno strumento di empowerment collettivo, creare reti che coinvolgano attivamente la comunità in un’ottica transgenerazionale.

LO STUDIO CLINICO

Lo studio prevede la somministrazione di un questionario per la raccolta di informazioni socio-demografiche relative ai partecipanti (genere, livello di istruzione, modalità di conoscenza del progetto), la somministrazione di un test pre e post attività laboratoriali – questionario psicologico autovalutativo che misura il benessere psicologico percepito dell’individuo, ovvero il livello soggettivo di salute mentale e qualità della vita – e un questionario di soddisfazione. Fino ad ora, nel monitoraggio, sono state coinvolte 59 persone.

I dati, ad oggi, mostrano una sostanziale stabilità dei livelli di ansia e depressione e un miglioramento nelle aree del benessere, dell’autocontrollo e della vitalità. Questo indica una tendenza positiva: partecipare ai laboratori sembra favorire un maggiore equilibrio emotivo e una percezione più energica di sé.

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