Alle Rems nasce la poesia che esprime il desiderio di legame, amore e prospettive: laboratorio di lettura e scrittura

Dopo il carcere, il percorso dell’associazione La Corte dei Poeti per portare le parole che curano nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Castiglione delle Stivere

Mantova Poesia è il nome del festival ed è anche il nome sotto il quale si riconosce ogni attività dell’associazione La Corte dei Poeti, che si svolge lungo l’anno solare e in uno spazio che va oltre la città di Mantova, arrivando ad altri luoghi della provincia e talvolta della regione.

E non si tratta soltanto di incontri con poeti o presentazione di libri, rassegne pubbliche, ma anche incontri in luoghi speciali, protetti e con interlocutori d’eccezione, come quest’anno sta accadendo a Castiglione delle Stiviere – in collaborazione con Asst Mantova – nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), dove si incontrano le persone residenti, in qualche modo obbligate, ma che aderiscono volontariamente all’attività proposta.

Da ottobre dello scorso anno è partito, con organizzazione progettuale, il laboratorio di scrittura e lettura, dopo alcuni occasionali incontri avvenuti durante la pandemia.

Si è avviato un percorso regolare a cadenza mensile, con attività affidate a una poetessa e performer esperta di tecniche di scrittura, Ombretta Costanzo, affiancata da altre due socie della Corte dei poeti, io e Carla Villagrossi e Lucia Papaleo.

L’iniziativa segue quella dei laboratori in carcere, La parola come cura (questo il nome che fu dato), partiti da circa tre anni, prima nella casa circondariale di Mantova e poi anche di Cremona, nonché in altre strutture protette come il centro diurno disabili di Ostiglia e in alcune scuole superiori della provincia, senza tralasciare gli incontri fuori provincia come nella Rems di Caltagirone e nel Carcere di Opera.

La parola come cura si propaga e si arricchisce dei suoi stessi effetti. Anche a Castiglione l’occasione fu data da un primo accesso per la presentazione del premio Terra di Virgilio, cui gli ospiti della Rems in verità già partecipavano.

Durante il confinamento per la pandemia di Covid fu chiesto all’associazione di incontrare il gruppo di ragazzi e ragazze, donne e uomini, che già seguivano un laboratorio di scrittura.

Nonostante le distanze fisiche dettate dalle misure sanitarie, dopo quel primo incontro online si creò un legame da cui adesso ha preso le mosse questa nuova esperienza, dentro un luogo dove il confinamento fa parte del mandato istituzionale.

Carla, Ombretta e Lucia hanno aderito con slancio alla proposta che, grazie alla competenza di Ombretta, scrittrice, poeta, insegnante, con interessi che spaziano dall’antropologia alle culture orientali, dallo yoga, all’ipnosi e al teatro, si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di scrittura.

La sua guida fornisce immediati e stimolanti incipit per la scrittura, che sembra affiorare prodigiosamente dalle penne dei partecipanti, ma che invece è intrisa di fatica, sentimento ed emozione e produce testi che, nella loro semplicità o complessità e comunque nella purezza di espressione, diventano poetici.

Il loro desiderio di scrivere, che d’altra parte coincide pienamente on il fare dell’etimo poiesis, è subito colto e incoraggiato, nonché raccolto e restituito in ordinate cartelle affinché anche la forma grafica vesta la poesia.

La scrittura, insieme al riconoscimento e alla valorizzazione delle parti buone di ogni persona, libera o ristretta, sana o ammalata, costituisce l’aspetto salvifico dell’esperienza poetica, che è poetica innanzitutto nelle intenzioni di chi scrive. “Dentro l’anima tutti abbiamo poesia e cerchiamo un abito per farla uscire”, sottolinea Ombretta nel dare un senso anche all’aspetto tecnico della poesia, e se il risultato non sempre pare rispondere ai canoni accademici, risponde certamente a quelli dell’anima.

Mantenere viva la speranza per costruire – o ricostruire – un futuro, una vita, è un importante fattore di cura, al pari degli altri percorsi più propriamente terapeutici di una struttura come la REMS.

Nei lavori dei partecipanti, tale dinamica si manifesta con particolare vitalità, in testi connotati non soltanto dall’esperienza della restrizione, ma anche e soprattutto dal desiderio di legame, di amore e prospettive, di natura e impegno sociale.

Non ci stupiamo più se nell’antologia del Premio Terra di Virgilio i loro lavori sostengono il confronto di quelli di altri poeti più attrezzati e affermati, e allo stesso tempo non finiremo mai di stupirci leggendo i loro sogni: sogno la tua delicata presenza / anche quando diventa assenza; o il loro rammarico quando prende forme di pura poesia: mi porto sempre dietro una piccola paura / si aggrappa alla schiena… / e mi impedisce di cadere; la loro attenta partecipazione a quanto accade al di fuori del loro spazio protetto: nei sogni appare la frontiera / da passare solo quando è sera.

Lucia Papaleo, Ombretta Costanzo, Carla Villagrossi, associazione La Corte dei Poeti

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