I fattori di rischio sono comuni a donne e uomini. L’impegno di Asst in ambito diagnostico e terapeutico
L’ictus colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini. Gli uomini hanno un rischio maggiore di ictus in giovane età, perché le malattie vascolari colpiscono più precocemente gli uomini che le donne. Queste ultime, infatti, tendono a soffrire di ictus in età più avanzata, soprattutto dopo i 65 anni. Siccome le donne anziane sono prevalenti sugli uomini, l’ictus incide maggiormente sulla popolazione femminile. Le donne hanno anche una mortalità più alta dopo un ictus, in parte al fatto che a causa della loro maggiore aspettativa di vita sono colpite dalla malattia in età avanzata. Inoltre, alcune caratteristiche biologiche femminili, come gli ormoni, e condizioni come la gravidanza e la menopausa, possono influenzare il rischio. Alfonso Ciccone, direttore della Neurologia del Carlo Poma approfondisce la tematica.

I fattori di rischio sono comuni nelle donne e negli uomini?
Sì, i principali fattori di rischio per l’ictus sono comuni sia per gli uomini che per le donne. Tra questi troviamo l’ipertensione, il diabete, il fumo, il colesterolo alto, la sedentarietà e l’obesità. Tuttavia, ci sono alcuni fattori di rischio che riguardano principalmente le donne, come l’uso di contraccettivi orali e la gravidanza, che possono aumentare il rischio di ictus. La menopausa, con la riduzione degli estrogeni, può anche incidere sul rischio nelle donne anziane.
I sintomi sono comuni o si differenziano?
I sintomi di ictus sono generalmente gli stessi per uomini e donne e includono difficoltà a parlare, paralisi o debolezza in un lato del corpo, perdita di equilibrio e visione offuscata.
I danni e la capacità di ripresa sono maggiori nelle donne o negli uomini?
Le donne tendono ad avere esiti più gravi dopo un ictus rispetto agli uomini e, spesso, una capacità di ripresa inferiore. Questo potrebbe essere dovuto a fattori biologici, ma anche al fatto che le donne sono più soggette a soffrire di ictus a età più avanzata, quando la loro capacità di recupero è ridotta. Inoltre, le donne sono più vulnerabili a complicazioni post-ictus, come la depressione. Tuttavia, le donne possono anche recuperare meglio grazie a una maggiore aderenza alle terapie riabilitative e a un supporto sociale più forte.
Che cosa offre l’ASST di Mantova per la diagnosi e cura di questa patologia?
L’ASST di Mantova offre diverse risorse per la diagnosi e la cura dell’ictus, supportando i pazienti con un approccio multidisciplinare. Ecco alcune delle principali prestazioni.
Diagnosi precoce e trattamento urgente
L’ASST di Mantova dispone di un Servizio di Neurologia che è attivo 24 ore su 24, con una Stroke Unit (Unità per l’Ictus) specializzata nella gestione dell’ictus acuto. Questo consente una diagnosi tempestiva, fondamentale per ridurre i danni cerebrali e migliorare le possibilità di recupero. L’unità è equipaggiata per trattare i casi di ictus ischemico, attraverso trattamenti come la trombolisi (somministrazione di farmaci per sciogliere i trombi) e la trombectomia (rimozione meccanica del coagulo) in collaborazione con la Neuroradiologia.
Rilevazione dei fattori di rischio
L’ospedale offre anche la possibilità di eseguire check-up per la prevenzione dell’ictus, che include analisi del sangue, monitoraggio della pressione arteriosa, valutazioni cardiovascolari e screening per condizioni come il diabete o il colesterolo alto. Il check-up viene regolarmente svolto nei pazienti ricoverati per ictus o TIA (attacchi ischemici transitori) per evitare che recidivi.
Riabilitazione post-ictus
Per i pazienti che hanno sofferto di un ictus, l’ASST offre un programma di riabilitazione neuromotoria altamente specializzato. Questo include terapie fisiche, logopediche e cognitive, fondamentali per recuperare le funzionalità perse o migliorare la qualità della vita dopo l’ictus. La riabilitazione inizia in fase acuta, durante il ricovero in Stroke Unit, e prosegue, se necessario dopo la fase acuta con un ricovero in Riabilitazione, con la Riabilitazione ambulatoriale e, in qualche caso, con la Riabilitazione domiciliare.
Supporto psicologico e consulenza sociale
L’ictus può avere anche un impatto psicologico significativo e l’ASST di Mantova offre supporto psicologico e consulenze sociali per i pazienti e le loro famiglie, per aiutarli ad affrontare le difficoltà emotive e pratiche durante il percorso di recupero. Un supporto fondamentale è fornito dall’associazione A.L.I.Ce (Associazione Lotta Ictus Cerebrale) Mantova (A.L.I.Ce Mantova – A.L.I.Ce. Mantova ODV) che ha come scopo esclusivo la solidarietà sociale nei confronti dei pazienti affetti da malattie cerebrovascolari e dei loro familiari. Inoltre, l’ASST di Mantova collabora con altre strutture sanitarie e istituzioni locali per garantire un trattamento completo e continuo, dalla prevenzione alla riabilitazione. In generale, la struttura si impegna a fornire un’assistenza integrata, cercando di garantire il miglior esito possibile per i pazienti che affrontano questa patologia.