Anche nel 2025 è stato bandito il Premio nazionale di poesia Terra di Virgilio, promosso dall’associazione mantovana La corte dei poeti nell’ambito del Mantova Poesia-Festival Internazionale Virgilio. Il premio presenta due sezioni: Vita di scienza ed arte, per autori noti ed esordienti; L’ozio degli attivi, riservata a persone ospitate in strutture protette. La poesia dei luoghi difesi e tutelati, altrimenti definita ‘poesia dell’anima’, dà spazio all’espressione lirica di persone che praticano la scrittura come elemento di riscatto, di autocura e di reinserimento sociale. Si riportano qui le poesie di vincitori e segnalati della sezione L’ozio degli attivi, provenienti da case circondariali e strutture di cura e pubblicate nell’antologia del premio.
Pubblichiamo le poesie di alcuni autori che hanno partecipato al premio e hanno ottenuto una segnalazione dalla giuria.
Carlo D’Elia – Frequenta il Laboratorio di Lettura e Scrittura Creativa presso il Carcere Milano–Opera.
Lacrime sotto la coperta azzurra
Pianti d’addio, pianti disperati,
pianti dimenticati, pianti sopiti
nell’apnea dell’abisso.
Grida di dolore di tante madri.
Soccorri, mare, i tuoi figli,
non essere solo custode
di vite cadute.
Gorghi nel piatto mare che attirano
sul fondo le straziate membra.
Mare maledetto, rilascia alle rive
gli sfortunati naufraghi
che percorrono speranzosi
la triste strada della libertà.
Mare che abbracci
il confine del mondo antico,
illumina loro la via
e non alzare muraglie
contro le ricolme imbarcazioni.
Mare, approfitta dell’alito
di vento che ti sovrasta
per proteggere l’esodo.
Non far della tua coperta azzurra
un sarcofago di morte che copre
il disperato pianto.
Chiara F. – Frequenta il Centro Diurno UOP Basso Mantovano di Ostiglia.
Liquido amniotico
Mi giro
e
rigiro
ma ho la pelle
accapponata
dal freddo.
Cerco
di trovar riposo
nella notte
che cala
repentina
dentro le mie palpebre.
E scusami se
il mio essere
così umano
mi fa rubare
le conchiglie
dal tuo fondale.
Ma io sono così
Così piena di te.
Hamza – Casa Circondariale di Mantova. Ha frequentato il laboratorio “La parola come cura”.
Siamo su un treno senza destinazione finale
Siamo su un treno senza destinazione finale
ogni tanto si ferma scende uno e salgono
altri due.
E così continua il viaggio
un viaggio in mezzo al deserto.
E poi si ferma
di nuovo scendono due e salgono altri tre.
E così continua il viaggio,
un viaggio infinito con poche fermate.
E poi arriva il turno di tutti per scendere,
uno dopo l’altro,
ci vuole solo pazienza.
Questo è il ciclo del carcere.
Leonessa – Casa Circondariale di Mantova. L’autrice ha partecipato al laboratorio “La parola come cura”.
Palo
Un palo telegrafico
sparito,
un albero sull’argine,
palo albero
palo albero
albero palo
e un altro albero ancora
e ancora un palo,
come scarniti tremiti,
s’inseguono.
Nadia M. – Frequenta il Centro Diurno UOP Basso Mantovano di Ostiglia.
La farfalla
Una bella giornata di sole,
una bella farfalla si posa su un fiore,
e poi su di me
sono contenta:
ho sentito la carezza di mio padre.