A Palazzo Te una formazione basata sul New Maudslay Method per migliorare la comunicazione e sostenere il percorso di cura
Può un luogo d’arte diventare anche uno spazio dedicato alla salute mentale e alla cura delle relazioni? È da questa domanda che nasce il progetto promosso dall’équipe dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione del CPS di Mantova, all’interno delle attività della struttura di Psichiatria Mantova 1, diretta da Debora Bussolotti.
Da maggio, grazie alla collaborazione con Simone Rega, referente area mediazione Welfare culturale di Fondazione Palazzo Te, è iniziato un ciclo di sette incontri rivolto ai genitori e ai caregiver dei pazienti seguiti dal servizio, condotto dalla psicoterapeuta Beatrice Mastrolorenzo e dall’educatore Luca Pasqualini, basato sul New Maudsley Method, protocollo londinese riconosciuto a livello internazionale per il lavoro con le famiglie nei disturbi alimentari.
La scelta di Palazzo Te non è casuale. Portare un percorso dedicato ai caregiver in un luogo artistico significa offrire uno spazio diverso, capace di favorire pensiero, confronto e senso di appartenenza. L’arte, infatti, può aiutare a creare connessioni, ad aprire nuovi significati e inserire un’esperienza di supporto familiare all’interno di un contesto culturale significa anche avvicinare la salute mentale alla vita della comunità, superando l’idea che la cura appartenga esclusivamente ai luoghi sanitari.
Gli incontri hanno l’obiettivo di aiutare i caregiver a comprendere meglio il funzionamento dei disturbi alimentari, migliorare le modalità comunicative e acquisire strumenti utili per sostenere il percorso di cura dei propri familiari. Il progetto sarà accompagnato anche da una raccolta dati tramite una batteria di test, con finalità di ricerca e monitoraggio degli esiti dell’intervento.