Cosa significa “prendersi cura” nell’ambito delle dipendenze al Serd di Asola: la parola ai pazienti

Indagine conoscitiva che ha coinvolto 43 utenti dell’ambulatorio infermieristico: “gentilezza”, “aiuto” e “ascolto” i termini più usati per descrivere il servizio

Il Servizio Territoriale per le Dipendenze di Mantova (Ser.D), sede di Asola, afferente al Dipartimento salute mentale e dipendenze dell’ASST di Mantova, si occupa di prevenzione, trattamento, riabilitazione e reinserimento di persone con problematiche di abuso e dipendenza da sostanze psicotrope legali (alcol, tabacco), illegali (droghe), o altre dipendenze comportamentali. Gli obiettivi fondamentali sono la prevenzione, cura, tutela della promozione della salute fisica, psicologica e sociale dell’utenza e delle persone coinvolte. L’accesso al servizio può essere su base volontaria o per altri motivi: invio dal tribunale, dalla tutela minori o dal medico del lavoro.

Al suo interno lavora un’equipe multiprofessionale, composta da un medico psichiatra, una psicolo, un’assistente sociale, un’educatrice professionale, due infermiere e una tirocinante educatrice. Durante il percorso di cura, a seguito di un confronto condiviso, i professionisti hanno pensato di sottoporre agli utenti, una domanda: “Ci dica in tre parole, cosa trova quando viene al Ser.D di Asola?”.

Il quesito è stato sottoposto a tutte le persone, disponibili a rispondere, in carico al servizio da almeno due mesi, in occasione dell’accesso all’ambulatorio infermieristico per la raccolta del campione urine, per il prelievo venoso o durante la somministrazione della terapia sostitutiva, nel periodo compreso tra novembre e dicembre 2025.

Si è scelto, non a caso, di svolgere tale indagine conoscitiva in questo ambito, in quanto gli infermieri che operano negli ambulatori dei Ser.D, svolgono un ruolo cruciale focalizzato sull’accoglienza, sul supporto relazionale, sulla cura, educazione, prevenzione e monitoraggio continuo in stretta collaborazione con le altre figure professionali. L’intento era di verificare le caratteristiche e il significato delle parole scelte dagli utenti, esplicitate sul momento, per descrivere la loro esperienza, sia essa positiva o negativa, in un’ottica di riflessione costruttiva al fine di migliorare le peculiarità proprie del servizio.

Gli utenti che hanno fornito il loro prezioso contributo sono stati 43, 32 italiani e 11 di altre nazionalità, 9 femmine e 34 maschi, indicando 123 termini (aggettivi, nomi, avverbi, sostantivi e così via). Le parole degli utenti sono state inserite in un’applicazione software che ha evidenziato le più frequentemente esplicitate. Sono stati usati termini quali gentilezza (indicata da 13 utenti), aiuto (8 utenti), ascolto (7), accoglienza (6), tranquillità, comprensione, cordialità e disponibilità (5), famiglia (4), controllo, fiducia, professionalità e impegno (3), competenza, colloquio, cura, dialogo, dolcezza, interesse, pazienza, serenità e sincerità (2).

Due utenti, uno di nazionalità cinese e l’altro di nazionalità indiana, riferiscono che essere gentili consiste anche nel relazionarsi con loro tutte le volte che varcano la porta dell’ambulatorio con gesti semplici, attraverso un saluto, chiamandoli per nome e chiedendo come sta andando e se va tutto bene. Abitualmente queste due persone fanno presente che nessuno al di fuori del Ser.D si preoccupa di chiedere a loro come sta andando in generale. Una signora originaria dei paesi dell’est fa riferimento alla lentezza della burocrazia e all’ingiustizia a suo dire di alcune normative; aspetti non attribuibili all’equipe che comunque l’accoglie sempre con un sorriso.

Gli elementi sopra indicati descrivono modalità precise durante lo svolgimento dell’attività lavorativa dei professionisti, che si traduce in una presa in carico globale della persona, una presenza costante nell’esserci e nell’accogliere i bisogni, sia impliciti che espliciti dell’utente che si affida agli operatori del Ser.D. Aspetti che fanno sentire la persona al sicuro, rispettata e non giudicata. Messe insieme, le parole degli utenti, evidenziano che la cura della dipendenza, non passa solo dalla somministrazione della terapia sostitutiva, dall’applicazione di procedure o dal mero rispetto degli interventi proposti nel progetto individuale. Ma consiste nel costruire l’alleanza, dignità e autodeterminazione con la persona che si rivolge al servizio.

L‘equipe del Ser.D di Asola 

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