Anche un percorso ad hoc e un’associazione di volontariato. In provincia di Mantova, territorio a vocazione agricola, l’incidenza della malattia è alta a causa dell’inquinamento: 2mila i casi
Un ambulatorio dedicato, un percorso diagnostico terapeutico assistenziale, un’associazione di volontariato. Asst Mantova in prima linea per la malattia di Parkinson, con oltre 450 pazienti in carico. L’ambulatorio e il percorso hanno una storia ormai ampiamente consolidata, attivati nel 2008 il primo e nel 2017 il secondo, nell’ambito della struttura di Neurologia del Carlo Poma.
“Sono pochi i centri che dispongono di un percorso ad hoc – spiega la neurologa Anna Magherini, responsabile dell’ambulatorio – abbiamo investito molto in questi anni, vista anche la numerosità di pazienti. Si pensi che in provincia di Mantova sono più di 2mila, essendo questo un territorio agricolo e il principale fattore di rischio è proprio l’inquinamento ambientale, dovuto all’uso di pesticidi, erbicidi. Anche le polveri sottili possono scatenare la malattia. Solo nel 5 per cento dei casi si riscontra una base genetica. L’ambulatorio, in realtà si occupa dei disturbi del movimento in generale, anche se il Parkinson rappresenta il 99 per cento dell’attività. Puntiamo a migliorare la qualità della vita”.
Nel 2017 è nata anche l’associazione Signora Parkinson, che offre un’opportunità d’incontro e di confronto attraverso la partecipazione ad attività laboratoriali, ricreative e motorie. La compagine vede al suo interno malati, famigliari, volontari e professionisti e ha un nutrito programma di iniziative fra le quali laboratori creativi, fonetici e musicali, disegno e pittura, danzaterapia, logopedia.
Anna Magherini, in qualità di neurologa, ne fa parte: “Visito gratuitamente nello sportello neurologico dell’associazione una volta al mese, nella sede comunale di via Facciotto a Mantova. Grazie al sostegno di questa bella realtà possiamo inoltre organizzare incontri divulgativi per sensibilizzare e informare la cittadinanza, come i recenti appuntamenti in ospedale – dedicato a pazienti e caregiver – e ad Avispark, dove abbiamo parlato dei fattori di rischio”.
La malattia di Parkinson colpisce generalmente dopo i 50 anni, con una maggiore frequenza sopra i 60, ma ci sono forme giovanili, che si manifestano già a 30-40 anni. La diagnosi è clinica e si avvale anche della scintigrafia cerebrale, che si esegue in Medicina Nucleare. I sintomi principali: rallentamento motorio, tremore, rigidità, disturbi dell’equilibrio.
“La patologia ha un decorso di 20-25 anni dall’esordio – precisa la specialista – purtroppo la progressione è inesorabile. Tuttavia, per la gestione dei sintomi, che è molto complessa per la loro varietà, esistono moltissimi farmaci efficaci. Inoltre, la ricerca è decisamente attiva in questo ambito, quindi speriamo nel futuro. Esiste poi una terapia eziologica/causale per alcune forme su base genetica, ma al momento sono pochi i pazienti che possono teoricamente beneficiare del trattamento”.
Nelle foto sotto alcune attività dell’associazione Signora Parkinson e nell’immagine dell’articolo Anna Magherini.



