Anche nel 2025 è stato bandito il Premio nazionale di poesia Terra di Virgilio, promosso dall’associazione mantovana La corte dei poeti nell’ambito del Mantova Poesia-Festival Internazionale Virgilio. Il premio presenta due sezioni: Vita di scienza ed arte, per autori noti ed esordienti; L’ozio degli attivi, riservata a persone ospitate in strutture protette. La poesia dei luoghi difesi e tutelati, altrimenti definita ‘poesia dell’anima’, dà spazio all’espressione lirica di persone che praticano la scrittura come elemento di riscatto, di autocura e di reinserimento sociale. Si riportano qui le poesie di vincitori e segnalati della sezione L’ozio degli attivi, provenienti da case circondariali e strutture di cura e pubblicate nell’antologia del premio.
Pubblichiamo una delle poesie segnalate, scritta dal Collettivo LiberamenTe: Sergio, Cornelia, Marianna, Maria Luisa, Angela, Giancarlo, Luciana, Giulia, Marco, Rino, Dina, Giuseppina, Elena, Iris, Simone. Gli autori partecipano a un progetto di accessibilità al museo mantovano, dedicato alle persone con Alzheimer o con diverse forme di demenza e a chi se ne prende cura: familiari e operatori professionali. Il componimento è ispirato alla Camera di Amore e Psiche di Palazzo Te.
Scusate non vogliamo disturbare
Tanto tempo che non li vedevo, colpito dal complesso delle immagini.
Aggrediscono, gozzovigliano, festicciola,
sono pranzi grassi, però non si vede il mangiare.
Stupore, meraviglia immersa, lo sfarzo.
Io mi coprirei gli occhi però vorrei guardare.
Il piacere della perversione, si vede l’ozio, le tentazioni, è il minimo.
Sono felice per quei vasi molto raffinati, la bellezza che salta fuori lì in mezzo.
Accoppiamenti con uomini metà animali, è un misto notevole!
Ci sono gli innamorati fanno qualcosa di ispirazione,
sono tutti giovani che vogliono godersi la vita.
C’è tutto, la spensieratezza senza nessuna etica morale,
Sono vivo e cerco di fare bene, anch’io così così.
C’è un gigante, ha l’occhio qui, è arrivato Polifemo il cattivo, faccia da Grinta, scorbutico.
Guarda le signorine. Ha un flauto in mano e nell’altra una mazza di legno.
Non sembra volerla usare, solo contro chi gli impedisce di suonare.
Ribellione di passione, ci sono tutte vedo
l’amore, i nudi, sono abbracciati, non sai poi che vicinanza abbiamo,
il piacere di autocompiacersi della nudità.
Anche io lì in mezzo a loro, mi spoglierei, sì nudo
qualche cosa so fare! Esagerato!
Ma si dai, ci troviamo tutti là. Diglielo diglielo, c’è tanta di quella roba!
Andrei là tra l’elefante e il cammello, tra l’angioletto e la tigre
Sì ma con un bellissimo vestito, così sono diversa!
I fauni guarda che bruttoni. Fanno sempre un giro per scherzare.