Uno studio dei professionisti sui catinoni, droghe sempre più diffuse: importante il sospetto precoce per inquadrare ulteriori fattori di rischio
I catinoni come nuove sostanze d’abuso nel contesto della Medicina d’Emergenza-Urgenza. Queste le conclusioni di uno studio condotto dai professionisti della Medicina d’Urgenza di Asst Mantova, presentato nei giorni scorsi al Congresso Nazionale Simeu (Società italiana di Medicina Emergenza Urgenza) di Napoli. Il lavoro è firmato dal direttore della struttura Medicina d’Urgenza e Pronto soccorso nonché del Dipartimento di Emergenza Urgenza di Asst Massimo Amato, dal collega Dario Benazzi e dagli specializzandi Beatrice Maria Casati e Lara Zanisi, Università degli Studi di Milano
Nella ricerca i medici sottolineano che l’aumento del consumo di nuove sostanze psicoattive, fra le quali i catinoni, implica infatti la conoscenza dei loro effetti pleiotropici per instaurare un sospetto precoce, fondamentale nell’ottica di inquadrare ulteriori fattori di rischio legati alla loro assunzione.
Lo studio di Asst presentato a Napoli è partito dall’analisi di un caso clinico: un giovane di 26 anni che in due occasioni – nel gennaio 2024 e un anno dopo – è stato preso in carico dal Pronto Soccorso del Carlo Poma, in osservazione breve nel primo caso e in Medicina d’Urgenza nel secondo con una sintomatologia indotta dall’uso di catinoni. Dopo la stabilizzazione delle sue condizioni, il paziente è stato affidato alle cure del Serd.
DROGHE SU MISURA
A partire dal 2010, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, l’utilizzo di queste sostanze ha assunto rilevanza crescente in termini di salute pubblica. Le ‘design drug’ (droghe su misura) sono nuove droghe progettate a tavolino per imitare l’effetto di stupefacenti noti come la cannabis, l’anfetamina, l’eroina. Sono sintetiche e si dividono in quattro categorie: cannabinoidi sintetici, catinoni, fenetilamine, oppioidi sintetici.
Prodotte per lo più in Cina e in India, dal 2015 sono stati però identificati 53 laboratori in Europa. I composti si acquistano in forma isolata soprattutto in rete a modico prezzo e si ritrovano anche nel taglio di sostante d’abuso più note. La maggior parte delle nuove sostanze psicoattiva non viene rilevata dai kit laboratoristici comuni, con conseguente ritardo diagnostico.
IL CATINONE
Il catinone è un alcaloide naturale presente nella pianta Catha edulis (khat), originaria della penisola arabica e della parte orientale dell’Africa e appartiene alla famiglia delle fenetilamine. I sequestri globali di catinoni sintetici sono triplicati tra il 2013 e il 2014, soprattutto in Europa e nell’Asia orientale e sud-orientale.
La struttura del catinone risulta particolarmente versatile; a partire da questa struttura di base si sviluppano i catinoni sintetici, una classe di nuove sostanze psicoattive progettate per mimare gli effetti degli stimolanti tradizionali. Questi ultimi sono venduti con denominazioni ambigue come sali da bagno (bath salts), fertilizzanti per piante (plant food), accompagnate dall’etichetta “non destinato al consumo umano” spesso con composizione incerta e contenenti sostanze vietate come mefedrone, metilone e MDPV.
I catinoni, naturali e sintetici, presentano effetti simili alle anfetamine, con stimolazione del sistema nervoso centrale e risposta simpaticomimetica. I catinoni sintetici sono spesso utilizzati per potenziare le esperienze sociali e sensoriali grazie ai loro effetti stimolanti, simili a quelli di anfetamine e cocaina. Gli effetti soggettivi ricercati includono aumento di vigilanza ed energia, miglioramento dell’umore e della socialità, maggiore motivazione e produttività, euforia, intensificazione delle percezioni sensoriali e, in alcuni casi, effetti allucinatori, oltre a riduzione dell’appetito e aumento della libido e della disinibizione.
Studi osservazionali hanno dimostrato che la maggior parte dei consumatori ha un’età compresa tra i 17 e i 50 anni, con un picco di consumo tra i 25 e i 35 anni, con una lieve prevalenza di consumatori nel sesso maschile. I consumatori più anziani solitamente assumono il metafedrone per via endovenosa, mentre i più giovani optano per l’inalazione e l’ingestione orale, con dosi variabili tra 1 e 200 mg. Meno comunemente, si assiste al riscontro di eyeballing (deposizione di una soluzione di catinone sintetico direttamente sulla superficie dell’occhio).
L’abuso di catinoni sintetici è strettamente correlato allo sviluppo di craving, dipendenza, tolleranza e sindrome da astinenza. In particolare, nei consumatori di mefedrone è stato evidenziato un marcato desiderio compulsivo, con una significativa tendenza all’autosomministrazione ripetuta. Parallelamente, l’uso di queste sostanze è frequentemente associato a effetti avversi in condizioni acute, croniche o di sovradosaggio.
Le manifestazioni più comuni interessano il sistema neurologico e psichiatrico, con sintomi quali agitazione, ansia, disturbi cognitivi, deliri, allucinazioni, paranoia, psicosi e convulsioni, fino a eventi gravi come ictus, coma ed encefalopatia. Spesso può essere coinvolto il sistema cardiovascolare, con tachicardia, ipertensione e dolore toracico. In altri casi casi, gli effetti tossici possono estendersi ad altri organi e sistemi, determinando complicanze gastrointestinali, epatiche, renali, respiratorie e muscolari, tra cui ipertermia, rabdomiolisi, insufficienza epatica e renale e quadri compatibili con sindrome serotoninergica, fino a insufficienza multiorgano e morte.