Ipertrofia prostatica, in Urologia trattamenti per tutte le età e le condizioni dei pazienti

Dalle procedure tradizionali a quelle mini-invasive per preservare la sfera sessuale. Il disturbo può manifestarsi già dopo i 50 anni

L’ipertrofia prostatica benigna si manifesta con l’ingrossamento della prostata, che interviene a seguito dell’avanzare dell’età a causa di modifiche ormonali. Il 50 per cento degli uomini che hanno superato i 60 anni manifestano questa patologia e fino all’80 per cento fra i 70 e gli 80 anni. Ultimamente, anche in persone più giovani, dopo i 50 anni, si riscontra questa problematica, perché c’è più attenzione e richiesta di soluzioni diverse dai farmaci. Paolo Parma, direttore della struttura di Urologia di Asst Mantova, approfondisce questa tematica.

Esistono fattori di rischio?
L’età. Alcune condizioni di salute come il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia. Inoltre, la mancanza di attività fisica, la familiarità, le professioni che richiedono il mantenimento di una posizione seduta a lungo, una dieta ricca di caffeina, alcolici, cibi piccanti. Tutti fattori che possono infiammare la ghiandola.

Quali sono i sintomi?
Di tipo ostruttivo e irritativo. I primi consistono nella fatica a urinare, nello svuotamento incompleto della vescica che predispone a infezioni, fino alla necessità di posizionare un catetere, nei casi limite. I secondi portano una maggior frequenza e urgenza urinaria, con risvegli notturni, situazioni che condizionano la qualità della vita.

Le terapie disponibili?
Il primo passo è la modifica degli stili di vita: controllo della pressione, alimentazione sana, movimento. Possiamo poi utilizzare cure farmacologiche, efficaci, ma che possono influenzare i valori pressori, nonché la sfera sessuale, portando nel 10 per cento dei pazienti a disfunzione erettile ed eiaculatoria. L’altra soluzione è chirurgica. Asst Mantova offre varie possibilità di intervento a seconda delle diverse casistiche, garantendo una risposta ottimale e tagliata su misura.

Ci parli delle varie tecniche impiegate dai professionisti della struttura.
La resezione prostatica è il gold standard per il trattamento di questo disturbo. Efficace e risolutiva. Si effettua per via endoscopica mediante elettrobisturi o laser. L’elettrobisturi è impiegato sia all’ospedale di Mantova che nel presidio di Pieve di Coriano per prostate medio-piccole. Il laser (al tullio e a olmio) per prostate di grandi dimensioni, sopra gli 80 ml, o in pazienti scoagulati. Questa procedura non provoca incontinenza o impotenza, come invece avviene per l’asportazione di tumore, ma può provocare disfunzione eiaculatoria. Ecco perché nei pazienti più giovani, che desiderano preservare l’attività sessuale, proponiamo soluzioni alternative.

Le può illustrare?
Il laser consente il ricorso a una metodica ‘eiaculation sparing’, che può ovviare a questa problematica. Altro trattamento mini-invasivo è l’urolift, che si effettua in anestesia locale, in day hospital e prevede il posizionamento di mollette che distanziano i lobi prostatici ostruenti senza la rimozione del tessuto. Una procedura della durata di 10-30 minuti. Può essere ripetuta a distanza di tempo se il problema si ripresenta.

Quali sono le tecniche migliori per i pazienti anziani?
Per gli ultra 80enni con comorbilità e controindicazioni all’anestesia totale utilizziamo l’urolift. Se la prostata ha dimensioni particolarmente elevate, offriamo un trattamento ultra mini-invasivo in anestesia locale, in collaborazione con i radiologi interventisti della struttura di Radiologia e Diagnostica per immagini di Asst, la direttrice Alberta Cappelli e il collega Emilio Simonini. Si tratta della prostatic arterial embolisation (Pae). Prevede il blocco selettivo delle arterie che alimentano la prostata tramite microparticelle iniettate attraverso un catetere, in modo da ridurre le dimensioni della ghiandola. La procedura può essere selezionata anche per i pazienti più giovani.

In caso di prostate molto voluminose o con patologie associate in cui non è indicato l’intervento endoscopico o mini invasivo che soluzione proponete?
Per prostate oltre i 200 ml o in presenza di grossi calcoli o diverticoli, ricorriamo all’adenecromia con robot chirurgico, attraverso la robotic assisted simple prostatectomy (Rasp), un’alternativa all’intervento tradizionale con il vantaggio di degenze brevi, riduzioni delle perdite ematiche e recupero funzionale più veloce.

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