Boom di nascite nell’arco di 24 ore all’ospedale di Mantova

Il primario dell’Ostetricia e Ginecologia: “Un’organizzazione che garantisce sicurezza e umanizzazione”

Boom di nascite concentrate nell’arco di 24 ore all’ospedale di Mantova. Fra il 23 e il 24 aprile sono venuti alla luce 10 bambini, sette dei quali nella giornata del 23 aprile. Due di loro sono gemelli, nati il 24 aprile. Le nazionalità: cinque italiani, un peruviano, un georgiano, due marocchini e un indiano (2 maschi e 8 femmine, tutti della provincia di Mantova). Congratulazioni ai genitori e un grazie ai professionisti di Asst per il grande lavoro svolto. Nel 2025, sempre all’ospedale di Mantova, le nascite sono state circa 1.500, da gennaio a oggi circa 500.

“La sala parto di Mantova – commenta il direttore della struttura di Ostetricia e Ginecologia del Carlo Poma Gianpaolo Grisolia – è un centro di secondo livello, riferimento provinciale per la presa in carico delle pazienti, con percorso differenziato a seconda che si tratti di gravidanza fisiologica o ad alto rischio. La struttura offre assistenza alle gravidanze a rischio attraverso un approccio multidisciplinare e garantisce una gestione personalizzata del percorso gravidanza–parto–puerperio. Particolare attenzione è rivolta alla fisiologia della nascita nelle gravidanze a basso rischio, promuovendo l’assistenza continuativa ‘one-to-one’ e il libero movimento durante il travaglio”.

Per la gestione del dolore è disponibile la partoanalgesia attiva 24 ore su 24. L’assistenza è orientata a un modello ‘patient-centered’, che considera non solo gli aspetti clinici ma anche quelli psicologici ed emotivi: “La struttura offre inoltre assistenza al parto vaginale dopo pregresso taglio cesareo in casi selezionati e secondo protocolli clinici condivisi, nonché al parto vaginale nelle gravidanze gemellari, quando le condizioni materno-fetali lo consentono e in presenza di adeguati criteri di sicurezza. In questa prospettiva è stato introdotto anche il taglio cesareo “dolce”, che consente la presenza del padre in sala operatoria, favorendo un’esperienza di nascita più partecipata e umanizzata”.

Queste condizioni hanno permesso, nonostante la crescente denatalità a livello nazionae, di assistere negli ultimi tre anni a un lieve aumento delle nascite.  Da sottolineare inoltre, aggiunge il primario “la specificità assistenziale, la cura della comunicazione con la coppia, la ricerca di un livello di umanizzazione sempre più alto del momento nascita, ad esempio attraverso la presenza del partner in caso di taglio cesareo oltre che nei travagli spontanei, nonché il rapporto immediato fra genitori e bambini”.

Il quadro di sicurezza nella gestione dei parti è completato dalla disponibilità di un neonatologo strutturato, nell’ambito della struttura Nido, Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale diretta da Valeria Angela Fasolato. Il neonatologo è immediatamente reperibile anche in caso di parto fisiologico con procedura pelle a pelle per problematiche legate al monitoraggio del feto.

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