Protesica su misura, sartoriale: in ortopedia e traumatologia la chirurgia customizzata

Stretta collaborazione fra il chirurgo e l’ingegnere biomedico per soluzioni dedicate a ciascun paziente, in casi delicati e critici. Risultati: maggiore precisione, velocità e minori rischi di complicanze

Soluzioni chirurgiche su misura, “sartoriali”. Questo il senso della chirurgia customizzata, praticata dai professionisti della struttura di Ortopedia e Traumatologia del Carlo Poma nell’ambito della protesica di anca e caviglia.

“Si applica ai casi che richiedono una maggiore precisione o presentano maggiore complessità – spiega il chirurgo Manuel Bondi – attraverso una diagnostica 3D e la stretta collaborazione con l’ingegnere biomedico per la creazione di modelli con stampante 3D dedicati al singolo paziente. Gli interventi che ne conseguono sono più veloci, presentano minori margini di errore e minori rischi di complicanze”.

Queste procedure consentono inoltre una ripresa più rapida della mobilità articolare da parte della persona, così come una migliore integrazione dell’impianto con l’osso residuo, soprattutto nei casi post traumatici di anca e caviglia, oltre che nei casi di plurimi interventi chirurgici per infezioni o tumori, nei quali l’osso ha subito più ripetuti danni secondari.

Questo approccio multidisciplinare – aggiunge Bondi – vede appunto cooperare il chirurgo ortopedico con l’ingegnere biomedico con conseguente arricchimento reciproco ed ovvia efficientazione del trattamento chirurgico. I campi di applicazione di questo percorso all’avanguardia sono costantemente in aumento, dai nel trattamento dei casi più complessi come la sostituzione di protesi già impiantate, le perdita e di sostanza ossea conseguenti a infezioni  o tumori, gli esiti di traumi o deformità congenite”.

Andrea Pizzoli, direttore della struttura di Ortopedia e Traumatologia, precisa: “La chirurgia customizzata ha costi più elevati rispetto a quella tradizionale ed è fattibile in particolar modo nelle strutture pubbliche, che hanno un volume di attività ordinaria molto elevato e possono quindi compensare gli elevati costi di queste tecnologie di avanguardia.

Per questi motivi la chirurgia customizzata va riservata a pazienti molto delicati e complessi. Il chirurgo e l’ingegnere collaborano sia nella fase di progettazione della soluzione protesica, con aggiustamenti e modifiche da parte di entrambi in base alla situazione da trattare ed alla singolarità della anatomia del paziente, sia nella fase dell’impianto, poiché spesso il è campo operatorio presenta deformità a causa di processi infettivi che hanno richiesto una demolizione dell’osso o di processi degenerativi postraumatici.  Si tratta di un percorso di grande livello tecnologico, ma allo stesso tempo rispettoso della singolarità del chirurgo e per questo molto stimolante a livello professionale”.

La chirurgia protesica, spiega inoltre Pizzoli, richiede, per la valutazione dei risultati, decenni di follow up, è particolarmente costosa e impone pertanto il ricorso a molte risorse dedicate: “In un anno al Carlo Poma eseguiamo oltre 300 interventi di chirurgia protesica ordinaria contro i 20 di chirurgia customizzata, protesica e non protesica, ma il settore è in forte espansione e la richiesta dei pazienti in continua crescita. Parliamo di soluzioni molto promettenti, che evitano ai pazienti condizioni altrimenti invalidanti”.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Archivi
Categorie
Iscriviti alla newsletter