A Mantova un’università radicata nel territorio e vicina ai bisogni reali della comunità

Il rettore dell’ateneo di Brescia parla del ruolo strategico delle sedi distaccate? Il futuro “si muove con decisione verso una crescente multidisciplinarità”

Lo scorso 31 marzo, al Centro Sociale Artoni nel quartiere Lunetta di Mantova, l’Università di Brescia ha inaugurato le attività didattiche dei corsi di studio attivati sul territorio mantovano. L’avvio riguarda i corsi di Infermieristica e Fisioterapia con sede al Carlo Poma e il corso di Educazione Professionale con sede alla Fondazione Enaip, ma anche i corsi triennali di Economia e Gestione Aziendale – con curriculum in Economia e gestione delle attività culturali – Economia e gestione delle imprese culturali e creative e Marketing per il Made in Italy, ospitati dalla Fondazione UniverMantova. Dal rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli un’analisi della realtà universitaria mantovana.

Perché il ruolo della sede di Mantova dell’Università di Brescia è strategico?

La sede di Mantova dell’Università di Brescia, così come le altre sedi distaccate, riflette una una visione precisa: il radicamento dell’università nel territorio e la vicinanza ai bisogni reali della comunità, con un’offerta formativa d’eccellenza in contesti locali dinamici. La sede di Mantova è quindi strategicamente importante, perché ci permette di alimentare, in una proficua e costante sinergia con le Asst e le istituzioni locali, una rete regionale dell’assistenza e della formazione sempre più capillare ed efficiente. Questa impostazione strategica risponde anche all’iniziale visione dei padri fondatori della nostra Università che è infatti nata dall’Ente Universitario Lombardia Orientale a significare la valenza territoriale dell’ateneo. La presenza di corsi universitari nelle sedi distaccate è anche uno strumento essenziale per contrastare il fenomeno della migrazione giovanile verso le principali aree metropolitane.

Per la giornata inaugurale dell’anno accademico si è scelto il quartiere di Lunetta: quali sono le motivazioni principali?

La scelta del quartiere Lunetta è profondamente simbolica. Riflette la nostra idea di città come “spazio di responsabilità” dove l’ateneo agisce attivamente come motore di inclusione sociale e crescita. Far risiedere proprio qui il corso di laurea in Educazione Professionale ha un valore pedagogico molto importante: vuol dire mettere al centro un territorio attraversato da profonde trasformazioni e rigenerazioni urbane. Vogliamo che la ricerca accademica non resti chiusa nelle aule o nei laboratori, ma diventi uno strumento concreto di dialogo e crescita sociale. In questo senso l’installazione multimediale “Lunetta stori 4.0” testimonia il ruolo fondamentale dell’università nel restituire la complessità di questo quartiere, intrecciando testimonianze e ricerca per valorizzare la particolarità del contesto urbano.

Quali sono i numeri dei corsi di studio delle professioni sanitarie con sede a Mantova in termini di iscrizioni, laureati, posti di lavoro dopo la laurea?

Il quadro degli iscritti e dei laureati dell’ultimo biennio riflette una realtà solida, a conferma dell’attrattività dei percorsi formativi e dell’occupabilità dei nostri laureati. Sono 125 gli studenti iscritti a Infermieristica, 67 a Fisioterapia, 54 a Educazione Professionale. Questi numeri di inseriscono in un contesto occupazionale straordinario: le professioni sanitarie continuano a garantire prospettive di inserimento molto elevate, con oltre l’84 per cento dei neolaureati già occupati a un anno dal titolo e punte che sfiorano il 90 per cento in alcune discipline specifiche.

Il presente e sul futuro degli studi universitari, secondo l’osservatorio dell’ateneo di Brescia: a che punto siamo? Dove stiamo andando?

Oggi la nostra università è una realtà che abita capillarmente il territorio per rispondere ai bisogni concreti delle comunità e sviluppare una rete di conoscenza solida e diffusa grazie a una formazione d’eccellenza e alla ricerca accademica. Sentiamo anche fortemente la responsabilità di contribuire ad aumentare il tasso di laureati del nostro territorio, oggi inferiore alla media nazionale. Il domani dell’università si muove con decisione verso una crescente multidisciplinarità. Vogliamo preparare i giovani alle grandi sfide globali, unendo competenze diverse per aumentare l’attrattività dei nostri territori e offrire risposte ai nuovi bisogni della popolazione. Il futuro che stiamo costruendo, in sintesi, è quello di un sapere che non resta isolato, ma che si trasforma in un contributo concreto e tangibile per il progresso e il benessere della società intera.

Di Elena Miglioli

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