La vertigine parossistica posizionale benigna e gli otoliti: si può guarire?

Una manovra liberatoria, eseguita dall’otorinolaringoiatra, risolve nell’80 per cento dei casi il problema già alla prima seduta

La vertigine parossistica posizionale benigna è la causa più frequente di vertigine. È dovuta allo spostamento degli otoliti all’interno del labirinto. Ne parla Fabio Piazza, direttore della struttura complessa di Otorinolaringoiatria, ASST Mantova.

Cosa sono gli otoliti?
Gli otoliti (dal greco oto, “orecchio” e lithos, “pietra”) sono microscopici cristalli di carbonato di calcio normalmente situati nell’orecchio interno. Questi “sassolini nell’orecchio” svolgono un ruolo importante per il nostro equilibrio, agendo come veri e propri sensori di gravità e di movimento. In condizioni di benessere, gli otoliti permettono al corpo di percepire se ci stiamo muovendo in avanti, indietro, a destra o a sinistra. Inoltre, ci consentono di sapere dove si trova l’“alto” e il “basso” anche ad occhi chiusi. Infine, gli otoliti consentono di percepire i movimenti verticali (ad esempio, se un ascensore parte o si ferma).

Quando possono provocare disturbi e quali sono questi disturbi?
Talvolta, alcuni otoliti possono staccarsi dalla loro sede naturale e finire nei canali semicircolari del labirinto. Quando questo succede, il cervello riceve segnali contrastanti e si manifesta la cosiddetta “vertigine parossistica posizionale benigna”: si tratta di una forte sensazione di rotazione che dura meno di un minuto e che è scatenata da movimenti bruschi della testa, come girarsi nel letto, alzarsi bruscamente o chinarsi in avanti. Durante l’episodio vertiginoso, il paziente ha la sensazione che tutto gli giri intorno. Alle vertigini possono accompagnarsi nausea o vomito.

Come rimediare al problema?
Per rimediare al problema del distacco degli otoliti, il trattamento non è farmacologico, ma “fisico”: si tratta di far “rotolare” i cristalli fuori dai canali semicircolari per riportarli nella loro sede corretta (“utricolo”) tramite movimenti specifici della testa. Stiamo parlando delle cosiddette “manovre liberatorie” che, già alla prima seduta, risolvono il problema nell’80 per cento dei casi. Nei casi rimanenti, può essere utile ripetere la manovra liberatoria. Queste manovre devono essere fatte da un otorinolaringoiatra esperto che ha il compito di comprendere quale sia l’orecchio colpito al fine di effettuare correttamente la manovra necessaria per liberare il canale semicircolare dai cristalli. Nelle 48 ore successive a una manovra liberatoria (nell’immagine), è opportuno dormire con due cuscini, evitando di dormire sul lato “malato”. In genere, i farmaci non curano la causa della vertigine parossistica posizionale benigna, ma possono essere prescritti dal medico per attenuare nausea e vomito che spesso l’accompagnano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esistono fattori o età predisponenti?
Esistono diversi fattori che possono rendere una persona più soggetta allo spostamento degli otoliti. La vertigine parossistica posizionale benigna non colpisce tutti allo stesso modo e presenta dei profili di rischio legati all’età, al sesso e ad alcune condizioni di salute. L’invecchiamento è il fattore di rischio principale, con un picco di incidenza tra i 50 e i 70 anni. Infatti, con il passare degli anni, il “collante” gelatinoso che tiene uniti gli otoliti tende a deteriorarsi e i cristalli stessi possono frammentarsi, diventando più instabili e inclini a staccarsi. Negli “over 60”, la prevalenza è circa 7 volte superiore rispetto agli “under 40”. Le donne hanno una probabilità doppia di soffrire di questo disturbo. Chi soffre di osteoporosi è più a rischio di VPPB e ha una maggiore probabilità di andare incontro a recidive. Carenze di vitamina D possono indebolire la struttura dei cristalli nell’orecchio interno. Spesso si nota un aumento dei casi di vertigini nei mesi invernali, quando l’esposizione solare è minore. I traumi cranici rappresentano, invece, la causa principale nei giovani. Alcune condizioni mediche sembrano facilitare l’insorgenza della vertigine parossistica posizionale benigna: chi soffre di emicrania, di ipertensione arteriosa, diabete o iperlipidemia ha una maggior predisposizione allo sviluppo di problemi vestibolari.

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