L’Ufficio di pubblica punta alle fasce più deboli della popolazione: un ponte fra Asst e i cittadini, a garanzia di trasparenza e semplificazione

Organizzati momenti informativi a cura dei professionisti dell’azienda, fra i risultati più concreti la presenza dei volontari nella casa di comunità di Borgo Mantovano

 

L’Upt (ufficio di pubblica tutela) è un ufficio autonomo e indipendente, istituito in tutte le Aziende ed Agenzie Sanitarie a tutela dei diritti delle persone che accedono ai servizi ed alle prestazioni sociali, sanitarie e sociosanitarie, affidato a un soggetto laureato e qualificato, che agisce autonomamente senza vincoli gerarchici in eventuale collaborazione con il Difensore Civico Regionale.

L’esperienza degli Uffici di Pubblica Tutela prende avvio in Lombardia già dalla seconda metà degli anni Novanta, in funzione di implementazione delle garanzie a tutela del cittadino nel suo relazionarsi con la Pubblica Amministrazione regionale nell’ambito della sanità.

Partecipa, con altri strumenti, a quel cambiamento culturale che ha avuto inizio negli anni ’90 segnando un passaggio chiave da un modello burocratico a uno manageriale, introducendo trasparenza, privatizzazione del lavoro pubblico (d.lgs. 29/1993), semplificazione amministrativa (L. 241/1990) e il decentramento di poteri dallo Stato alle autonomie locali, culminato con le leggi Bassanini (1997-1998).

Nel corso degli anni l’istituto ha vissuto numerosi cambiamenti sia riguardo alle aree di intervento sia rispetto alle caratteristiche previste per il responsabile: da ultimo la delibera della Giunta Regionale 1036 del 2/X/23 ha definito veri settori di intervento: segnala all’ente di appartenenza disfunzioni nell’erogazione di servizi e prestazioni al fine di evitare l’insorgere di contenziosi; si raccorda con il difensore regionale e con altri organismi di tutela per risolvere in via consensuale questioni sollevate dagli utenti; verifica che l’accesso alle prestazioni rese dalle unità d’offerta sanitarie e sociosanitarie avvenga alle condizioni previste nella carta dei servizi.

Dal 2022 ASST Mantova mi ha affidato questo incarico. Quali sono le principali richieste rivolte all’UPT? La segnalazione che ricorre maggiormente riguarda i tempi di attesa, spesso non coerenti con le prescrizioni. In genere si riesce, con la collaborazione degli uffici aziendali, a risolvere positivamente le richieste, tanto che ad oggi non mi risultano ricorsi. Per il resto si affrontano le questioni più varie, anche in questo caso risolte senza ricorsi o denunce, grazie alla disponibilità dei reparti e servizi.

Giungere a una soluzione delle questioni individuali, peraltro non numerosissime, è senz’altro positivo. Rimane forte l’impressione che a usufruire dell’Upt siano persone particolarmente acculturate, in grado di conoscere i propri diritti e gli strumenti per ottenerli mentre categorie più deboli e magari maggiormente bisognose non vi accedono. Credo che qualsiasi iniziativa di pubblicizzazione dei diritti e delle modalità per ottenerli difficilmente possa raggiungere i soggetti più deboli.

Per questa ragione abbiamo individuato nelle associazioni di volontariato, nelle organizzazioni sindacali in particolare dei pensionati, quei soggetti in grado di attivare i propri associati e metterli nelle condizioni di ottenere quanto di loro spettanza. Abbiamo realizzato sia a Mantova che in provincia corsi di informazione a questi enti, avvalendoci del personale amministrativo e sanitario di Asst Mantova e ottenendo una significativa partecipazione. Tra i risultati più concreti, questi incontri hanno fatto sì che si sia ripristinata la presenza di volontari all’ospedale di comunità di Borgo Mantovano.

Di Marco Venturini, responsabile Upt Asst Mantova

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Archivi
Categorie
Iscriviti alla newsletter