La raffineria di Mantova, la dimensione comunitaria del lavoro figlia di altri tempi: il romanzo ‘Blue petroleum’ racconta una trasformazione sociale e culturale

Il libro di Marco Venturini, responsabile dell’Upt ed ex coordinatore Urp di Asst, esplora tematiche di grande attualità, interrogando i lettori: “Si può vivere in un mondo migliore?”

Si può vivere in un mondo migliore? Dove le esigenze di produzione si coniughino con il rispetto dell’ambiente? Dove la dimensione comunitaria della vita e del lavoro sia ancora forte, non solo un ricordo di quel ‘piccolo mondo antico’ che appartiene al passato? Questi e altri interrogativi serpeggiano fra le pagine nel romanzo di Marco Venturini, responsabile dell’Ufficio di pubblica tutela-Upt di Asst Mantova ed ex dipendente dell’azienda di Strada Lago Paiolo. Dove negli ultimi anni della sua carriera, prima del pensionamento, ha guidato l’Ufficio relazioni con il pubblico-Urp e coordinato il mondo del terzo settore impegnato in sanità.

Il libro ‘Blue petroleum’, edito da PresentARTsi, si chiude con quella domanda a cui tutti vorremmo rispondere sì, affidando al genere umano la responsabilità ultima: “Donatella ora guardava il mare che cambiava colore al passare delle nubi e lievi folate di vento le smuovevano i capelli. (…) Quasi sorrise al pensiero che mondi migliori non esistono in natura, ma potrebbero essere creati dagli umani, che però ancora non hanno imparato come”.

Il volume racconta le vicende della raffineria di Mantova, aperta nel 1943 disattivata nel 2014, dopo avere dato un’opportunità lavorativa a circa 700 professionisti. La scelta del tema è legata prima di tutto al vissuto dell’autore, responsabile del settore chimico della Cgil dal 2000 al 2009, ruolo ricoperto dopo varie esperienze, fra le quali quella di assessore in due Comune della provincia, di consigliere provinciale, di dirigente comunale.

Come è nata questa avventura editoriale?

Ho conosciuto la raffineria da vicino, da anni avevo l’idea nel cassetto, ma non riuscivo a tradurla in narrazione senza tradire la realtà dei fatti. Poi, nel giro di pochi giorni, il libro ‘si è scritto’. Prima di ‘Blue petroleum’ ho pubblicato ‘II quaderni di Plaza de Armas’, ambientato a Cuba, ma non collegato all’ultima fatica letteraria.

Dal Sud America ai laghi di Mantova, alle sue nebbie, che metaforicamente celano alcune verità, lati oscuri dell’umano, come la corruzione di un assessore, fra i protagonisti del testo…

Emergono le diverse ‘sponde’ delle persone, il bene e il male, di fronte a tematiche che oggi sono di estrema attualità. Ho voluto rappresentare anche un cambio di cultura, un mondo trasformato che non considera più il lavoro come occasione di condivisione, socialità, solidarietà con i colleghi, ma solo una forma di sostentamento. Nel libro c’è una sorta di coro greco, formato da vecchi operai che raccontano a uno dei protagonisti il passaggio dalla società agricola a quella industriale, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne sono derivati. Il sogno di uno stipendio fisso e di una casetta a schiera per la famiglia realizzato, poi l’altro lato della medaglia: l’individualismo e la perdita appunto degli aspetti di integrazione figli di altri tempi.

Il libro si articola su due livelli. Parlacene.
La storia principale consiste nel tentativo da parte di un dirigente aziendale, di sindacalisti e ambientalisti di cercare un compromesso tra le necessità ecologiche e quelle produttive. Sullo sfondo una finanza legata soltanto agli obiettivi di guadagno. L’altro livello è costituito dai personaggi, frutto della mia fantasia, ma in qualche modo echi di tanti incontri reali. Figure che sviluppano la propria storia personale e ciascuno un punto di vista diverso rispetto all’accaduto. Si parte dal rischio di chiusura per giungere all’approdo finale, che tutti conosciamo.

La tua prossima impresa letteraria, se ce n’è una?

Ho già pronto un giallo. Parlo di un ragazzo che lavora nelle prime radio libere, negli anni ’70, si occupa di musica jazz. Conduce una trasmissione notturna. Una donna misteriosa gli telefona ripetutamente in redazione: gli chiederà di aiutarla a ritrovare il corpo del marito e del figlio. Storia di Fascismo e Resistenza, con un mistero da risolvere.

di Elena Miglioli

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Archivi
Categorie
Iscriviti alla newsletter