Cefalea muscolo-tensiva, neuromodulazione elettrica nell’ambulatorio di Terapia del dolore

Stimolazione elettrica percutanea e radiofrequenza pulsata, nel 70 per cento dei casi il disturbo si risolve. Procedura eco-guidata

Il mal di testa è uno dei disturbi più diffusi: una percentuale variabile tra il 70 e il 90 per cento della popolazione generale soffre di almeno un attacco di cefalea all’anno. Quando il disturbo diventa cronico può essere così debilitante da influire pesantemente sui normali ritmi di vita, di relazione e di lavoro. Fra le varie tipologie di cefalea, quella muscolo-tensiva, che la struttura di Terapia del Dolore di Asst Mantova, diretta da Marco Giannelli, affronta da alcuni anni anche attraverso la neuromodulazione elettrica. Lo specialista del Carlo Poma approfondisce questo argomento.

In cosa consiste la terapia?

Si tratta di una cura non farmacologica. Utilizziamo due tecniche: la pens (stimolazione elettrica percutanea, ndr) e la radiofrequenza pulsata dei nervi occipitali. Entrambe le tecniche sono minimamente invasive e consistono nel modulare le trasmissioni elettriche dei nervi stimolati attraverso l’applicazione di un ago sottocutaneo, in anestesia locale. La procedura è ecoguidata, pratica che permette di ridurre al minimo le complicanze.

Come si procede?

Il paziente viene selezionato mediante una visita specialistica algologica e spesso sottoposto a un test preliminare, che consiste nell’addormentamento del nervo, sempre con tecnica ecoguidata in anestesia locale, per verificare se sussiste l’indicazione a procedere. La procedura avviene nel nostro poliambulatorio di Terapia del dolore del Carlo Poma. Il paziente è sdraiato o seduto in una stanza dedicata e dopo il trattamento resta in osservazione in reparto per un paio d’ore. Consigliamo inoltre il ritorno a domicilio con un accompagnatore.

Qual è la percentuale di successo?

Nel 70 per cento dei casi il problema si risolve grazie a un’unica seduta. Se necessario si può ripetere il trattamento a distanza di tempo, qualora il disturbo si ripresenti. La tecnica non è comunque incompatibile con l’uso concomitante di farmaci. Anche gli anticoagulanti o antiaggreganti, ad esempio, possono continuare ad essere assunti dal paziente, grazie all’ecografo, che permette di posizionare l’ago con estrema precisione. L’unica possibile controindicazione è per i portatori di pacemaker, anche questa ovviabile, grazie alla consulenza cardiologica prevista dopo la seduta.

La neuromodulazione viene impiegata anche per altre patologie?

Sì, oltre che per la cefalea, per problematiche neurologiche tra le quali le lombosciatalgie, i mal di schiena su base artrosica, le nevralgie post erpetiche, il neurone di Morton. Gli effetti collaterali sono trascurabili: il dolore dell’iniezione dell’anestesia locale ed eventuali riflessi vaso-vagali per scongiurare i quali prevediamo appunto l’osservazione di due ore post trattamento.

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